Fabrizio Frizzi, l'omaggio del suo pubblico

Tanta gente alla camera ardente per il conduttore. In fila anche Fiorello, Amadeus e Brignano. Per il capo del governo uscente Gentiloni Frizzi è stato "un esempio per il Paese"

in fila per Fabrizio

in fila per Fabrizio

Francesco Troncarelli 27 marzo 2018

Tanta, tante gente per Fabrizio Frizzi. Il lungo serpentone della folla incolonnata dalle transenne, costeggia il palazzo della Rai di Viale Mazzini. Sono tutti in fila, pazienti, per entrare nella storica sede dell’emittente di stato per dare un saluto all’amico Fabrizio.


Nei volti c’è ancora smarrimento, qualcuno cede alla commozione, qualcun altro guarda in alto verso il cielo, quasi a immaginare col pensiero dove possa essere andato il conduttore tanto amato da tutti.


 


E’ insomma un’atmosfera raccolta e partecipe di un dolore veramente nazionale e trasversale che ha colpito tutti. Perché Frizzi con i suoi quarant’anni di carriera era diventato uno di famiglia, un conoscente che entrava nelle nostre case ogni giorno con la sua simpatia e il suo garbo, con quella risata contagiosa che ne faceva un personaggio unico, solare e dalla grande umanità.


E nella fila ordinata che piano piano avanza verso il portone, spuntano volti noti, anch’essi in silenzio e mischiati con tutti gli altri.    


Ecco Fiorello, serio, occhiali scuri a nascondere un dispiacere vero, ecco Amadeus, stravolto, amico da sempre del conduttore e dal quale aveva ricevuto il testimone di una delle sue trasmissioni di successo, “I soliti ignoti”, ecco Paola Perego, Max Giusti, il medico in famiglia Giulio Scarpati, il giornalista e compagno di tante serate televisive Tiberio Timperi, Enrico Brignano.



 


Assediati dai fotografi e dalla stampa ala ricerca di una loro dichiarazione, molti di loro tirano dritto, altri, bloccati letteralmente ricordano con poche ma sentite parole “l’amico Fabrizio, persona generosa e professionista esemplare” che non aveva nemici ma che tutti consideravano un fratello.


Un eterno fanciullo che quando venivano scattate le foto di gruppo di qualche trasmissione, era sempre in fondo, quasi a non voler disturbare i colleghi.



La folla intanto va avanti e dopo un percorso costellato di maxifoto di Frizzi, entra nella Sala degli Arazzi, quella dove di solito si svolgono le conferenze stampa di eventi importanti targati Rai, al centro della sala, il feretro circondato da corone, da un lato il fratello Fabio e altri familiari riceve le condoglianze di Veltroni e del capo del governo uscente Paolo Gentiloni che ricorda il conduttore come ”una persona speciale, un esempio per il paese”.


Tutti passano davanti a Fabrizio e lo salutano dopo qualche secondo di raccoglimento. Sono casalinghe, professionisti, giovani, il suo pubblico insomma che lo segue da sempre, anche un folto gruppo di studenti del Calasanzio, l’istituto frequentato da ragazzo da Frizzi, venuto per omaggiare il compagno di scuola più grande e che ancora è ricordato per la sua bravura e disponibilità.


La fila continua, la gente non smette di arrivare e sarà così fino a stasera. Ecco Bianca Guaccero, Stefano D’Otrazio dei Pooh, Montezemolo, Alessandro Haber, Maurisa Laurito, Paolo Belli, Andy Luotto.     


https://pbs.twimg.com/media/DZSs5ZSXkAAr4cg.jpg


"Era uno di noi – ha commentato una signora in lacrime- e gli volevamo bene anche per questo. Ci mancherà la sua semplicità". Numerosi automobilisti e motociclisti si fermano davanti alla sede Rai e prima di proseguire fanno il segno della croce.


Altri dopo il saluto, rimangono, come a voler testimoniare un affetto speciale, tra questi uno che ha con sé un poster con alcune foto di Frizzi. E’ stato il primo ad arrivare questa mattina in viale Mazzini, si chiama Vincenzo, è arrivato alle 6 con in mano una grande foto che lo ritrae, bambino, accanto a un giovanissimo Frizzi


"Era il 1983 - ricorda - e Fabrizio era all'inizio della sua carriera. In questa occasione stava premiando noi ragazzini al termine di una manifestazione sportiva svoltasi al San Giuseppe Calasanzio, la stessa scuola che lui aveva frequentato".


Nella foto, Frizzi con i suoi tanti capelli ricci di ragazzo, firmava autografi appoggiandosi a un'autoradio. "Sono cresciuto a pane e Frizzi, tra 'Il barattolo' e 'Tandem', - dice ancora Vincenzo - e non l'ho mai considerato un personaggio famoso, era uno di famiglia, una specie di fratello maggiore”.


Una sensazione che hanno in tanti che lo considerano come uno di loro, persone venute da ogni parte di Roma per dirgli grazie e che hanno iniziato a seguirlo che erano bambini, che sono cresciute con lui e che hanno finito oggi che sono uomini. Ciao Fabrizio.


commenti