Lazio, un pari aVariato. Le Pagelliadi

Lazio raggiunta dalla Fiorentina all'Olimpico nei minuti di recupero, con un rigore concesso grazie alla Var

Il gol di De Vrij

Il gol di De Vrij

Francesco Troncarelli 26 novembre 2017

7+ all’Olandese volante La Lazio ha dominato l’incontro con la Fiorentina in lungo e in largo ma secondo la tecnologia applicata al calcio, non ha meritato di vincere la partita, anzi non le è stato consentito. Perché molto prima del rigore concesso agli avversari nei minuti di recupero e che ha cambiato le carte in tavola, ce n’era un altro su Parolo che non solo l’arbitro, il “signor” Massa, non ha visto, ma neanche l’addetto all’occhio elettronico della telecamera né tutta l’allegra combriccola a bordo campo di “giacchette nere”. Per i viola insomma sì ai filmati, per noi no. Ecco così che il match è finito con un pareggio aVariato in tutti i sensi che ha falsato il risultato. Copertina d’obbligo al Tulipano bianco che con un gran colpo di testa aveva illuso un po’ tutti nella vittoria. Tranne la Var.


7+ a Lupo Alberto L’uomo in più. Per la classe, l’eleganza nel tocco, l’abilità nel fraseggio, i movimenti con e senza palla, l’intelligenza tecnica e tattica. Ce ne fossero come lui in squadra, saremmo primi assoluti col massimo di distacco sui secondi. Ma una rondine non fa primavera, specialmente se insieme a lei c’è qualche gallinaccio (vedi sotto).


6 e mezzo a Innamoradu Bravo in copertura e in appoggio. Ha dato sicurezza. Come Minniti da quando è ministro dell’Interno.    


6 e mezzo a Sylva Strakoshina Oh, c’ha messo na’ pezza sempre, come Carlo Conti, l’unico a fare ascolti su Rai 1, soprattutto nella ripresa quando ha compiuto miracoli sulle bordate di Chiesa, Veretout e Victor Hugo, poi è arrivato dall’alto sto rigore e per BabaVar è stato un gioco da ragazzi.


6+ a Marussic? No dormo in piedi C’è stato un momento, alla mezz’ora, che è partito sulla fascia come un razzo, palla al piede, correndo per una settantina di metri. Sembrava Bolt, il campione olimpico giamaicano. Era semplicemente Adam, l’ex sonnambulo biancoceleste, ora finalmente calciatore vero e proprio.


6+ a veni, vidi, Lulic al 71° Tanta carne al fuoco. Forse troppa che ha rischiato di bruciarla. Né più né meno di Gabriele Cirilli a “Tale e quale” che ultimamente con tutte ste imitazioni è andato nel pallone.


6 a Bastos e avanzos Lo aspettavano tutti al varco. Vabbè, aveva chiesto scusa per le cappellate del derby, ma che vor dì, le scuse te le devi merità. E l’asso di bastoni tomo tomo cacchio cacchio si è rimboccato i calzettoni e j’ha dato sotto. Scuse accettate, ma al derby di ritorno li devi bastonare.


6 a Lucas 2 (quello vero) E chi lo Leiva più dal centrocampo.


6 a Basta la parola Uno tosto come lui, che sa quello che fa e fa quello che sa, farebbe comodo a tutti. Grillo, Salvini, Renzi. Per fortuna sta con noi. Bentornato Drugo.


6 a Lukakau Meravigliau Tanto fumo e un po’ d’arrosto. Avete presente Barbara D’Urso?


6- a c’ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) Certo, le palle non gli arrivano, ma sembra che abbia le polveri bagnate. Come Salemme, che non riesce più a far ridere. Dall’oroscopo di Branko la Luna consiglia: evitare che l’umidità prenda il sopravvento, asciugarsi subito per tornare in forma.


6- al Sergente Lento come Esorciccio, impacciato come sa-sa—prova microfono-Savic, inconcludente come monsignor Milingo. E pensare che era partito in quarta. Poi però è finito in folle. Come Alfano.


5 e mezzo a dillo a Parolo tuo Ha fatto la fine di Bossi. Non ruggisce più.


3 a Cavacieco Caceido Non è questione di Var e del rigore. Lui e il calcio sono agli antipodi. Come Luca Giurato con l’italiano. E’ l’esatto opposto di Lupo Alberto insomma (vedi sopra), quello è una rondine che porta speranza, lui un modesto gallinaccio che non porta a nulla. Parola di Francesco Amadori.  


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Domenica, 26 novembre 2017


E’ solo un pari tra Lazio e Fiorentina. Nel posticipo delle 18:00 della 14sima di serie A la squadra di Inzaghi va in vantaggio grazie ad un gol siglato di testa da De Vrij nel primo tempo, ma è ripresa in extremis su rigore concesso a tempo scaduto dall’arbitro Massa e messo a segno da Babacar per l’1-1 finale. L’ex Pioli torna a Roma senza Olivera, ma recupera Thereau e Badelj, che giocano dal primo minuto. Inzaghi invece decide per la conferma dei titolari delle ultime gare, quindi con Marusic e Lulic sulle fasce. La Lazio deve ripartire forte dopo la sconfitta nel derby ma sono i viola ad andare vicini al gol: all’8’il tiro che scocca Thereau lambisce il palo destro, poco dopo sempre su Thereau Strakosha para a terra un rasoterra centrale. La Lazio prende le misure ed al 20’ Luis Alberto calcia a girare ma Sportiello si salva in corner. E’ il preludio alla rete sblocca-gara, opera di de Vrij, che incorna bene di testa la punizione di Luis Alberto e mette alle spalle del portiere.  Al 40’ un fendente di Luis Alberto va sul fondo di poco e con questa azione in pratica si chiude il primo tempo. Nella ripresa il tiro di Benassi in apertura e poi la conclusione di Chiesa da distanza ravvicinata sono un campanello d’allarme per la difesa laziale, che ad inizio del secondo tempo cala il ritmo quasi sistematicamente. Pioli leva Thereau per Babacar,, allora Inzaghi risponde con Lukaku per Lulic; la Lazio non riesce ad uscire dalla sua metà campo, schiacciata dalla pressione neppure così asfissiante della Fiorentina, che prende vigore. Solo al 70’ il tiro di Immobile impegna Sportiello in angolo, ma è la prima opportunità laziale della ripresa. Strakosha intanto para a terra sul diagonale di Babacar ma i minuti passano e la Fiorentina, aggressiva ma troppo arruffona, non riesce a sfondare il muro laziale. Invece all’85’ in ripartenza prima il colpo di testa di Parolo e poi il tiro di Luis Alberto, che potevano chiudere la gara, non hanno esito. Fa il suo ingresso in campo anche Caicedo, che rileva  un ottimo Luis Alberto prima della rovesciata di Pezzella, su cui Strakosha fa un vero miracolo. Ma ora è il momento di Massa, che decide il controllo Var dopo oltre due minuti da un intervento di Caicedo, che entra scomposto in area su Pezzella. L’arbitro concede un dubbio calcio di rigore, trasformato da Babacar, che in extremis sigla un insperato pareggio per i viola. Grandi sono le contestazioni dopo la fine, soprattutto da parte del ds Tare e di Inzaghi, ma il pareggio resta cosa fatta. Ci voleva una vittoria ma è arrivato soltanto un punto: dopo la sconfitta nel Derby il gioco della Lazio, che già era sembrato in involuzione, non riesce a ripartire. Peccato perché oggi i biancazzurri avrebbero avuto l’opportunità di agganciare il quarto posto, invece a 29 punti la squadra di Inzaghi resta quinta, a due lunghezze dalla Roma. la Lazio è sempre in corsa per i primi posti e a parte l’episodio sfortunato di stasera deve comunque continuare a credere nei suoi mezzi. Cambiare qualcosa però si deve, già da domenica prossima nella difficile sfida contro la lanciatissima Samp. 


LAZIO   FIORENTINA  1–1      24' De Vrij    92’ Babacar


LAZIO: Strakosha, De Vrij, Bastos, Radu, Marusic (76’ Basta), Leiva, Parolo, Mlinkovic, Lulic (61’ Lukaku), Luis Alberto (87’ Caicedo), Immobile. All Inzaghi  


FIORENTINA: Sportiello Laurini (65’ Hugo), Astori, Pezzella, Biraghi, Benassi (76’ Saponara), Badelj, Veretout, Chiesa, Simeone, Thereau (60’ Babacar).  All. Pioli


Arbitro Massa


 


 

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