Lazio, la remuntada! Le Pagelliadi

Con una grande prova d'orgoglio la Lazio ribalta il risultato ed espugna Marassi

il cuore di Caceido

il cuore di Caceido

Francesco Troncarelli 4 dicembre 2017

9 a Cavacecio Caceido Reagendo alla sfortuna (un palo) e al solito pasticcio difensivo che la stava impietosamente condannando, la Lazio è riuscita con una grande prova d’orgoglio a ribaltare il risultato sul campo imbattuto della Samp, con un “uno-due” da applausi. Un trionfo maturato nella ripresa e favorito dai cambi che hanno dato nuova linfa al gruppo. E’ stata una rimonta meritata che rende finalmente giustizia dopo tante delusioni alla formazione biancoceleste e alle sue reali capacità tecnico tattiche. Copertina d’obbligo allo sconclusionato Panterone che con una zampata al 90° ha regalato una gioia immensa al popolo laziale. Incredibile ma vero. Grande!


8 e mezzo al Sergente Rieccolo. Come D’Alema. E’ tornato alla grande da vero Esorciccio con un gol voluto con grinta e cercato con determinazione, dopo una serie di azioni da paura che lo avevano rilanciato nell’agone dopo tante prove opache. Come D’Alema appunto.  


7+ a Innamoradu Sta vivendo una seconda giovinezza. Come Tullio Solenghi a “Tale e quale”. Dei tre di dietro, il migliore, senza se e senza ma. E soprattutto senza i colleghi di reparto. N’apocalisse se non fosse stato per lui.


7 a Patric del Grande Fratello E’ entrato in corsa e ha dato subito il meglio di sé. Il colpo di zazzera alla “Libera e bella” che manda al manicomio gli avversari. Una finta coi capelli che manco coi piedi Garrincha era capace. Un fenomeno nella caciara tattica che disorienta chiunque. Daje.


6 e mezzo a Lukakau Meravigliau E come cantava il mitico Umberto Balsamo: “Sciolgo le trecce e i cavalli, Corrono, E le tue gambe eleganti, Ballano, Balla per me, Balla balla,Tutta la notte sei bella (vabbè pe’ modo de dì n.d.r.), Non ti fermare ma balla, Fino a che…”, fino a che li abbiamo sdrumati.


6 e mezzo a Sylva Strakoshina Una toppa su Zapata e una zappa poi toppata. Ma è sempre il numero uno. Come Fiorello.  


6+ a Marussic? No dormo in piedi Lo scatto è quello del centometrista. O del ministeriale alle due meno un secondo pe’ dasse dall’ufficio e torna a casetta, fate voi. Certo è che il sonnambulo biancoceleste s’è svejato come il sor Marchese e mo’ non lo ferma più nessuno.


6+ a veni, vidi, Lulic al 71° Tanto fumo e un po’ d’arrosto, tipo Marco Carta. Del resto hanno vinto tutti e due, il sardo da Carlo Conti, il serbo il 26 maggio. Ed è centomila volte mejo.


6+ a Lucas 2 (quello vero) Il suo l’ha fatto, come Malgioglio al Grande Fratello Vip, poi però per sbloccare il risultato l’hanno fatto uscire. Né più né meno della Malgy. Ma erano entrambi i migliori.


6 a c pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) Immobile di nome e di fatto nella prima frazione di gioco, ha sovvertito le risultanze anagrafiche nella ripresa andando in mobilità. Come i lavoratori di Almaviva.


6 a Lupo Alberto C’era una volta. Come Pippo Baudo.


6 a dillo a Parolo tuo Nel primo tempo, è andato a corrente alterna, un po’ come le sorelle Parodi a “Domenica in”, ovvero tanti sbadigli e poche certezze. Nel momento clou del match poi ha fatto suo il motto di Cetto Laqualunque, ma l’ha riveduto e corretto, scambiando pali per peli: chiu pilo pe tutti. 


5- - al duo dell’Apocalisse L’asso di Bastoni e l’Olandese volante. Come Lillo e Greg, Pablo e Pedro, Ficara e Picone, Dio li fa e poi li accoppia. Lui è peggio di me. E insieme combiniamo un macello. Della serie “Oggi le comiche”. Ma con loro non si ride. Non ci resta che piangere come ricordavano in tempi non sospetti Troisi e Benigni. Hanno fatto più danni insieme loro due, che la Fornero con la riforma delle pensioni. Sipario.  


 


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica, 3 dicembre 2017


Posticipo della quindicesima di campionato. Grandissima affermazione della Lazio che in rimonta espugna il Ferraris: sotto di un gol segnato da Zapata ad inizio di ripresa, la squadra capitolina prima pareggia con Milinkovic e a tempo scaduto sigla il successo con Caicedo, che firma la vittoria per 1-2 dopo una partita divertente ma molto sofferta. Dopo il pareggio-beffa dell’Olimpico contro la Fiorentina, alla squadra di Inzaghi tocca la Samp, fermata a sua volta a Bologna. Il mister biancazzurro decide ancora per la solita formazione delle ultime giornate, nonostante qualche suo giocatore non mostri una buona forma. Giampaolo invece perde Linetty ma recupera Praet; nel 4312 tra Strinic e Murru è preferito quest’ultimo, Ramirez infine fa la spalla al duo d’attacco Quagliarella-Zapata. La Samp ha sempre vinto in casa, la Lazio si è sempre affermata in trasferta, quindi dovrebbe uscirne una gara emozionante. In effetti la partita comincia con l’acceleratore a manetta, ma all’inizio la Samp costringe i biancazzurri a soffrire un po’. Solo al 14’ si vede finalmente la Lazio, con Parolo che al 14’ sfiora il palo di testa su cross di Lulic e poi al 15’ con Immobile, che a girare mette sul fondo. Intanto su Ramirez c’è Strakosha al 19’, poi Praet non inquadra il bersaglio. Al 23’ ancora Ramirez manda alto, poi Radu fa altrettanto ed intorno alla mezz’ora Strakosha allunga il piede sulla conclusione velenosa di Zapata. Al 35’ la Lazio va vicinissima alla rete con Immobile, su cui Viviano è bravissimo nella respinta e poi sul tiro-cross di Luis Alberto, che Bereszynski neutralizza sotto porta. La Samp tira il fiato ma Mazzoleni nel frattempo fischia la fine del primo tempo. Nella ripresa il ritmo intenso prosegue: la Lazio è sfortunatissima al 52’. Parolo stoppa e tira col destro ma colpisce la parte interna del palo. Serve un episodio per sbloccare la gara e arriva al 55’ per la Samp: De Vrij e Quagliarella in contrasto spizzano di testa per Zapata, che si ritrova il pallone tra i piedi e solo davanti alla porta buca Strakosha e porta avanti i suoi. Un momento dopo Barreto poteva calciare ma è anticipato da Radu per il possibile doppio vantaggio doriano. Ora Inzaghi richiama Bastos per Patric, passano 20’ di nulla e allora arriva pure il turno di Lukaku e Caicedo, per tentare il tutto per tutto. La Lazio va ad attaccare con tutti i suoi uomini e con la forza della disperazione riesce a raggiungere il pareggio. Batte una punizione di Luis Alberto, Parolo colpisce di testa, la palla vagante finisce a Milinkovic che con una mezza spaccata tira in porta e centra l’angoletto lontano. Dopo l’1-1 la Lazio ci crede e schiaccia ancor di più la Samp: all’85’ Mazzoleni non chiama la Var per un fallo di mani di Bereszynski; questo episodio mette ancora più rabbia ai biancazzurri, che ha fiducia nell’impresa. A tempo ormai scaduto Milinkovic fa un’ottima giocata, portandosi via tutta la difesa lungo l’aera e passando al centro per Immobile, il tiro è respinto da Viviano ma Caicedo là davanti riprende la palla e la mette in porta per la vittoria laziale in extremis. Grande impresa biancazzurra contro una squadra sempre insidiosa in casa propria: la Lazio denota un grande carattere, soprattutto in questo momento in cui il suo stato di forma non è proprio smagliante. Inzaghi è premiato per le sostituzioni spregiudicate e il modulo a due punte: la sua squadra dimostra maturità e mentalità vincente, non mollando una gara che poteva sembrare finita. Ed ora i biancazzurri a 32 punti staccano proprio la Samp e si regalano la quinta posizione solitaria in Classifica: la Lazio è sempre viva.


 


    


SAMPDORIA     LAZIO  1–2     55’Zapata  79’Milinkovic  93’ Caicedo


 


SAMPDORIA: Viviano, Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru, Barreto, Torreira, Praet (83’ Verre), Ramirez (76’ Alvarez), Quagliarella (70’ Kownaki), Zapata. All. Giampaolo


LAZIO: Strakosha, Bastos (61’ Patric), De Vrij, Radu,Marusic, Parolo, Leiva (75’ Caicedo), Milinkovic, Lulic (75’ Lukaku), Luis Alberto, Immobile. All Inzaghi


Arbitro Mazzoleni


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica, 3 dicembre 2017


Posticipo della quindicesima di campionato. Grandissima affermazione della Lazio che in rimonta espugna il Ferraris: sotto di un gol segnato da Zapata ad inizio di ripresa, la squadra capitolina prima pareggia con Milinkovic e a tempo scaduto sigla il successo con Caicedo, che firma la vittoria per 1-2 dopo una partita divertente ma molto sofferta. Dopo il pareggio-beffa dell’Olimpico contro la Fiorentina, alla squadra di Inzaghi tocca la Samp, fermata a sua volta a Bologna. Il mister biancazzurro decide ancora per la solita formazione delle ultime giornate, nonostante qualche suo giocatore non mostri una buona forma. Giampaolo invece perde Linetty ma recupera Praet; nel 4312 tra Strinic e Murru è preferito quest’ultimo, Ramirez infine fa la spalla al duo d’attacco Quagliarella-Zapata. La Samp ha sempre vinto in casa, la Lazio si è sempre affermata in trasferta, quindi dovrebbe uscirne una gara emozionante. In effetti la partita comincia con l’acceleratore a manetta, ma all’inizio la Samp costringe i biancazzurri a soffrire un po’. Solo al 14’ si vede finalmente la Lazio, con Parolo che al 14’ sfiora il palo di testa su cross di Lulic e poi al 15’ con Immobile, che a girare mette sul fondo. Intanto su Ramirez c’è Strakosha al 19’, poi Praet non inquadra il bersaglio. Al 23’ ancora Ramirez manda alto, poi Radu fa altrettanto ed intorno alla mezz’ora Strakosha allunga il piede sulla conclusione velenosa di Zapata. Al 35’ la Lazio va vicinissima alla rete con Immobile, su cui Viviano è bravissimo nella respinta e poi sul tiro-cross di Luis Alberto, che Bereszynski neutralizza sotto porta. La Samp tira il fiato ma Mazzoleni nel frattempo fischia la fine del primo tempo. Nella ripresa il ritmo intenso prosegue: la Lazio è sfortunatissima al 52’. Parolo stoppa e tira col destro ma colpisce la parte interna del palo. Serve un episodio per sbloccare la gara e arriva al 55’ per la Samp: De Vrij e Quagliarella in contrasto spizzano di testa per Zapata, che si ritrova il pallone tra i piedi e solo davanti alla porta buca Strakosha e porta avanti i suoi. Un momento dopo Barreto poteva calciare ma è anticipato da Radu per il possibile doppio vantaggio doriano. Ora Inzaghi richiama Bastos per Patric, passano 20’ di nulla e allora arriva pure il turno di Lukaku e Caicedo, per tentare il tutto per tutto. La Lazio va ad attaccare con tutti i suoi uomini e con la forza della disperazione riesce a raggiungere il pareggio. Batte una punizione di Luis Alberto, Parolo colpisce di testa, la palla vagante finisce a Milinkovic che con una mezza spaccata tira in porta e centra l’angoletto lontano. Dopo l’1-1 la Lazio ci crede e schiaccia ancor di più la Samp: all’85’ Mazzoleni non chiama la Var per un fallo di mani di Bereszynski; questo episodio mette ancora più rabbia ai biancazzurri, che ha fiducia nell’impresa. A tempo ormai scaduto Milinkovic fa un’ottima giocata, portandosi via tutta la difesa lungo l’aera e passando al centro per Immobile, il tiro è respinto da Viviano ma Caicedo là davanti riprende la palla e la mette in porta per la vittoria laziale in extremis. Grande impresa biancazzurra contro una squadra sempre insidiosa in casa propria: la Lazio denota un grande carattere, soprattutto in questo momento in cui il suo stato di forma non è proprio smagliante. Inzaghi è premiato per le sostituzioni spregiudicate e il modulo a due punte: la sua squadra dimostra maturità e mentalità vincente, non mollando una gara che poteva sembrare finita. Ed ora i biancazzurri a 32 punti staccano proprio la Samp e si regalano la quinta posizione solitaria in Classifica: la Lazio è sempre viva.


 


    


SAMPDORIA     LAZIO  1–2     55’Zapata  79’Milinkovic  93’ Caicedo


 


SAMPDORIA: Viviano, Bereszynski, Silvestre, Ferrari, Murru, Barreto, Torreira, Praet (83’ Verre), Ramirez (76’ Alvarez), Quagliarella (70’ Kownaki), Zapata. All. Giampaolo


LAZIO: Strakosha, Bastos (61’ Patric), De Vrij, Radu,Marusic, Parolo, Leiva (75’ Caicedo), Milinkovic, Lulic (75’ Lukaku), Luis Alberto, Immobile. All Inzaghi


Arbitro Mazzoleni


 


 


 

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