Lazio-Torino che VARgogna. Le Pagelliadi

Il monday night dell'Olimpico condizionato dall'arbitraggio. Finisce 3 a 1 per il Toro ma la partita era terminata nel primo tempo con il Var usato a senso unico

Parapiglia in campo intorno all'arbitro Giacomelli

Parapiglia in campo intorno all'arbitro Giacomelli

Francesco Troncarelli 12 dicembre 2017

7 a Lupo Alberto La partita col Torino è finita al 44° del primo tempo, quando l’arbitro Giacomelli invece di assegnare un rigore alla Lazio a lungo richiesto dai biancocelesti ha “usato” la Var per espellere Immobile che era venuto a contatto con Burdisso successivamente all’episodio del fallo di mano del torinista Falque volutamente ignorato. Una cosa incredibile che ha scatenato l’ira dei calciatori e dei tifosi laziali vistisi non solo presi in giro ma anche derubati da questa decisione che tarpava ancora una volta le ali all’Aquila. Tutto quello che è successo dopo, non conta, nonostante un sussulto d’orgoglio del talento spagnolo (il migliore) che ha segnato con uno splendido pallonetto il gol della bandiera. Il problema è che si era giocato a ruba…bandiera.


6 e mezzo a dillo a Parolo tuo Soprattutto nella primo frazione di gioco è stato il più dinamico e presente, un po’ come Carlo Conti in Rai. Quello in sostanza che quando i granata attaccavano, cercava di metterci sempre una pezza. Come Conti appunto chiamato d’urgenza a sostituire Frizzi e a salvare dal dimenticatoio lo Zecchino d’oro.  


6 e mezzo a Lucas 2 (quello vero) Dite quello che vi pare, ma uscito lui per cercare di ridisegnare il gioco della squadra, è finita a schifìo. Come “Domenica in” delle sorelle Parodi


6 a veni, vidi, Lulic al 71° Tanto fumo e un po’ d’arrosto. Avete presente Sergio Friscia?


6 a chiedimi se sono Felipe Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco. Rosso e Verdone”, si era pensato che sarebbe entrato dopo il debutto positivo in Coppa, per fare sfracelli. E invece il fu fantasista carioca ha confermato di aver recuperato sì l’infortunio ma di essere il solito “Turista per caso” degli ultimi tempi, prigioniero dei suoi dribbling e delle sue accelerazioni alla vorrei ma non posso e muoversi col freno a mano tirato. Come un Pif qualsiasi.


6 a Basta e avanza Tanta generosità. Come il lato B di Belen.


6 a Marussic? No dormo in piedi E’ partito in quarta è arrivato in folle. Come Pisapia col suo movimento a sinistra.


5 e mezzo a Sylva Strakoshina Questa volta non ha compiuto miracoli. Ma ha solo incassato. Come Fazio con “Che tempo che fa”.


5 a c pienz tu Cirù? Ei fu siccome Immobile. E ho detto tutto.


5- al Sergente


Inesistente come Esorciccio, evanescente come monsignor Milingo, a corrente alternata come sa-sa-prova microfono-savic. Praticamente in tutte le sue declinazioni ha fatto la fine di Aldo, Giovanni e Giacomo che non fanno più ridere nessuno.


5- ai Tre dell’Ave e Maria L’olandese volante, l’asso di bastoni e il più romano dei romeni. Tre contro tutti e soprattutto contro se stessi. Da tre per tre nove a tre tre giù giù. Nel momento del bisogno e del serrate le fila, se so’ sbragati come De Sica e Montesano a “Tale e quale”, solo che quelli facevano ridere loro invece hanno fatto piangere.  


5- - a Cavacecio Caceido Tipo Gigi Marzullo, praticamente inutile.  


 


  


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Lunedi, 11 dicembre 2017


Il Torino batte la Lazio. Ma all’Olimpico nel monday night della 16sima giornata di campionato il vero protagonista è l’arbitro Giacomelli, che alla fine del primo tempo sbaglia tutto, falsando palesemente la gara. Le reti, tutte nella ripresa sono di Berenguer e Rincon; Luis Alberto illude per un attimo la squadra biancoceleste, che subisce la terza rete da parte di Edera per l’1-3 finale. Eppure oggi per la Lazio potevano iniziare le grandi manovre di Champions; Inzaghi, che ritrova anche Wallace oltre a Felipe Anderson, ha a disposizione tutti i suoi e sceglie gli 11 di sempre. Invece Mihajlovic perde Ansaldi, sostituito da Molinaro. Davanti Niang resta ai blocchi di partenza, così come Ljajic: i tre d’attacco stavolta sono Iago Falque, Berenguer e Belotti. Al 5’ il palo di Belotti dopo una triangolazione in area con Falque allarma la Lazio, che soffre il veemente inizio granata. Ma poco dopo Immobile su assist di Luis Alberto aspetta troppo e si fa respingere il tiro del possibile vantaggio. Al 20’ Rincon calcia forte ma impreciso e il pallone finisce sul fondo, replica Marusic che sfiora il palo. Poco dopo Molinaro si ritrova a tu per tu con Strakosha, ma non riesce a piazzare sul palo lontano una grandissima opportunità per il Torino. Rincon ci riprova alla mezz’ora ma anche stavolta manda alto, poi il colpo di testa di Belotti esce. Al 42’ la punizione di Luis Alberto è parata da Sirigu in angolo con difficoltà, poi Immobile colpisce il palo esterno, ma poco prima della fine primo del tempo arriva un fallo di mani nettissimo in area di Falque. Non è rigore per Giacomelli, che pochi istanti dopo ricorre al Var, ma non per il possibile penalty, bensì per sanzionare un fallo di Immobile, che aveva accennato ad una testata a Burdisso. Per l’arbitro il centravanti laziale merita il rosso e tra le proteste di tutto lo stadio i biancazzurri restano ingiustamente in dieci. Nel secondo tempo subito Rincon a giro manda out, poi Leiva è anticipato in angolo nella sua conclusione. Al 53’ il tiro di Milinkovic è rimpallato e sul capovolgimento di fronte Berenguer calcia improvviso e sigla il vantaggio torinista con un diagonale rasoterra. Ora entrano Basta e Anderson a rilevare Basta e Marusic, poi arriva anche Caicedo, che va a sostituire Leiva; Strakosha c’è al 60’ sul sinistro di Belotti, ma il raddoppio arriva lo stesso, da parte di Rincon che indovina l’angoletto e così il Torino allunga. Sul tiro di Basta c’è la grande parata di Sirigu, poi altre due occasioni per la Lazio prima del contropiede al 68’ arriva il gol di Luis Alberto, che con un pallonetto batte il portiere e dimezza lo svantaggio. Ma il nuovo entrato Edera, che aveva rilevato Falque poco prima, trova l’1-3 con un grande bordata che supera Strakosha. Le speranze e le forze laziali si esauriscono qui, solo Lulic all’80’ impegna con un gran tiro il portiere, ma quando si fa male anche Luis Alberto, lasciando i suoi in 9, allora per la Lazio è finita veramente. Una partita palesemente irregolare, falsata dalla decisione dell’arbitro, che invece di premiare la squadra biancazzurra col rigore, la penalizza con un’espulsione che stravolge completamente le sorti della gara. A parte ciò non è comunque sembrata una Lazio irresistibile quella di stasera: qualche disattenzione di troppo in difesa, incluso Strakosha, una squadra lunga ed infine Immobile nervoso e con le polveri bagnate disegnano un quadro biancazzurro non proprio esaltante. La truppa di Inzaghi quindi non riesce ad approfittare dei pareggi delle prime quattro, restando ferma al quinto posto con 32 punti: la delusione e la rabbia non possono che aumentare!


 


    


LAZIO   TORINO   1–3     53’Berenguer 64’ Rincon 68’ Luis Alberto 72’ Edera


 


LAZIO: Strakosha, Bastos (54’ Basta), De Vrij, Radu, Marusic (54’Anderson) , Leiva (57’ Caicedo), Parolo, Milinkovic, Lulic, Luis Alberto, Immobile. All Inzaghi


TORINO: Sirigu, De Silvestri, Nkoulou, Burdisso, Molinaro, Rincón (85’ Acquah), Valdifiori, Baselli (74’ Obi), Iago Falque (70’ Edera), Belotti, Berenguer. All.: Mihajlović.


Arbitro Giacomelli


 


 

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