La Lazio non molla. Le Pagelliadi

Con una grande prova d'orgoglio la formazione allenata da Inzaghi ha rimontato tre volte lo svantaggio sul difficile campo dell'Atalanta. Bene Milinkovic e Luis Alberto, goleador laziali, male l'intera difesa

L'abbraccio tra Milinkovic e Luis Alberto, protagonisti del match

L'abbraccio tra Milinkovic e Luis Alberto, protagonisti del match

Francesco Troncarelli 18 dicembre 2017

8 e mezzo al Sergente Solo una grande squadra come è la Lazio, poteva riuscire a recuperare su un campo difficile come quello di Bergamo. E’ stata una grande prova d’orgoglio da parte degli Inzaghi boys, dimostratisi capaci di riordinare le idee quando tutto andava storto e ricominciare a macinare metri e imbastire azioni entusiasmanti Tre volte nella polvere, tre volte sull’altar (come disse il poeta, con una citazione riveduta e corretta per l’occasione), raggiungendo così il meritato pareggio, nonostante una difesa spesso e volentieri in confusione. Copertina d’obbligo all’Esorciccio che con una doppietta d’autore ha fatto capire a tutti, Var compresa, che la Mitica c’è. E non molla!


7 e mezzo a Lupo Alberto Il gol che ha messo a segno dopo uno scambio col Pantera, dovrebbero mostrarlo alle scuole calcio. Da antologia. Ma state tranquilli che nessun giornale ne farà una cassetta, so’ tutti rimasti a quel titolo da pernacchia che faceva: “Assuncao ma come fao”. In compenso il nostro spagnolo se li magna tutti, a colazione, a pranzo e a cena. Ha una marcia in più come Fiorello, punto. E per quanto riguarda Assuncao, ammesso che sgambetti ancora in qualche angolo sperduto del mondo, je spiccia casa. E pure la cantina. Olè.


7 a Sylva Strakoshina  Sul due a zero per i nerazzurri ha sfoderato un numero su Crisantesimo che se fosse è entrato l’avremmo ribattezzato 2 novembre: i morti. Li sua. E invece il portierone con la brillantina si è ricordato che quando ce se mette ce la po’ fa. Né più né meno di Enrico Papi. Il bis su Papa Francesco Gomez, così, tanto per ribadire che non lo tradiscono come Cesare i Bruti de casa (vedi sotto) è sempre il numero uno.  


6 e mezzo a Lucas 2 (quello che non piange) Inzaghi lo Leiva solo quando le cose vanno male per tentare il tutto per tutto. Ma lo fa a malincuore. Come Claudia Gerini quando ha presentato “Sarà Sanremo” che si impappinava in continuazione e non sapeva cosa dire non essendo del giro. Il brasiliano è un cardine, cerchiamo di non sacrificarlo più come un Alfano qualsiasi.


6 e mezzo a Cavaciecio Caceido Pachidermico come un elefante nei movimenti in area, inerme come un agnello nei tiri in porta, si riscatta da pantera di Formello qual è nel momento cruciale del match col passaggio decisivo al ciuffo biondo che magistralmente la butta dentro. Nun ce se crede, ma proprio per questo si conferma un grande. Come Martufello, che è tanto rustico ma fa tanta allegria.


6+ a veni, vidi, Lulic al 71° L’orgoglio della vecchia guardia. Che non si arrende mai. Come Renzo Arbore che a 80 anni dà una pista a mezza televisione. Anzi, a tutta. “Indietro Tutta”.


6+ a dillo a Parolo tuo  Immarcescibile come Bruna Vespa, sta sempre sul pezzo (vedi assist per l’Esorciccio). Come Vespa appunto che non sene perde una. Ma allo stacanovista biancoceleste non gli serve il plastico per dimostrare le sue capacità. Al conduttore televisivo invece sì. Ma il chirurgo plastico. 


6+ a chiedimi se sono Felipe Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco. Rosso e Verdone”, il fantasista carioca è passato dal ruolo di “Turista per caso” a quello di guida esperta nei meandri della difesa atalantina rendendosi così utile coi suoi dribbling ed accelerazioni alla remuntada finale. Fusse ca fusse la volta bona, diceva Nino Manfredi. Sperem, rispondeva Nereo Rocco. E tutti noi.


6 a Lukakau Meravigliau  E’ entrato in corsa, ma s’è messo subito a sedere. Tanta caciara per nulla. Avete presente Federico Russo?


6- all’Olandese volante Sul cross-assist di Petagna si è fatto scavalcare da Tor Caldara di testa come un nano del Circo Orfei. Poi ha recuperato, ma quel macigno dei primi minuti è stato pesante. Come una trasmissione di Gigi Marzullo.


6- - a Marussic? No dormo in piedi Il ritorno del sonnambulo. Ronf ronf ronf. Buonanotte.


5 e mezzo a Innamoradu Na dormita pure lui, che lèvate, quando ili è cicciato come un grillo e l’ha messa dentro. Dall’oroscopo di Branko la Luna consiglia: per essere sempre svegli e non farsi sfuggire l’occasione, caffè a volontà prima, durante e dopo i pasti. Più lo mandate giù, più vi tirerà su.


4- - all’Asso di bastoni e Wallace Bravehart Come quel film, Lui è peggio di me. Ma lì si rideva qui si piange. Basta Bastos ma l’altro non scherza, è come Re Mida, tutto quello che tocca diventa oro, ma per gli avversari. Si sono passati il testimone delle cappellate come Gigi e Ross allo “Zecchino d’oro”. Se giocassero insieme sarebbe l’apocalisse, come la Vanoni a Sanremo. Hanno fatto più danni loro che la Fornero con la riforma delle pensioni. Imbarazzanti come la comicità di Dado, inverosimili come il successo di Pif, avranno comunque un futuro al cinema nel genere horror. Come entrano in scena infatti so’ brividi forti. Sipario.


 


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Domenica, 17 dicembre 2017


La Lazio impatta a Bergamo. Nel posticipo della diciassettesima di Campionato allo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” i padroni di casa nel primo tempo vanno al doppio vantaggio con Caldara ed Ilicic ma si fanno raggiungere grazie ad una doppietta di Milinkovic; nella ripresa ancora Ilicic su rigore riporta avanti i suoi ed il definitivo pari è opera di Luis Alberto, che sancisce il 3-3 di una partita rocambolesca ed emozionante. Dopo lo scippo contro il Torino e la vittoria in Coppa Italia, per i biancazzurri diventa assai rilevante fare risultato su in campo difficilissimo, per superare le avversità degli ultimi giorni. Inzaghi stasera perde Immobile per squalifica e Caicedo è pronto al suo posto; Luis Alberto, in forse, alla fine ce la fa ed è regolarmente in campo. Gasperini invece non può disporre di De Roon: il tecnico bergamasco decide di mettere nella mischia anche Ilicic, con Kurtic che va in panca per un tridente offensivo con Petagna e Gomez. Freddo polare a Bergamo al fischio di Irrati, con la Lazio che prova a fare la partita con un atteggiamento aggressivo, ma si espone alle giocate dei giocatori nerazzurri, che quando possono alzano il ritmo e vanno in vantaggio a difesa schierata con Caldara, che al 17’ colpisce di testa un cross di Petagna e sblocca la partita. Passano 3’ e arriva la rete di Ilicic, che al volo di sinistro anticipa Radu e mette il suo sigillo sulla gara. Strakosha fa il campione sul tiro di Cristante da distanza ravvicinata, salvando la sua porta da una rete che poteva significare la resa biancazzurra. Ma la Lazio è viva e lo dimostra intorno alla mezz’ora, quando Milinkovic libera il sinistro a fil di palo e dimezza lo svantaggio, consentendo così ai ragazzi di Inzaghi di rientrare in partita. Al 34’ la rimonta è completa: Parolo si gira in area e serve Milinkovic, che timbra la seconda rete con un rasoterra sporco che per Berisha è imprendibile. La Lazio chiude il primo tempo in attacco, dimostrando una gran concentrazione e una voglia di riscatto, ma nella ripresa si rivede la solita squadra ubriaca, che subisce il calcio di rigore netto che Gomez si procura per l’intervento in area di Bastos. Batte Ilicic che spiazza Strakosha e porta avanti ancora i suoi; a questo punto Inzaghi leva il difensore angolano per Wallace, che riprende il suo posto in campionato dopo una lunga assenza. Al 55’ ancora un tiro di Ilicic sfiora il palo, poi la botta di Leiva è neutralizzata da Berisha in corner. La Lazio prova ad attaccare ma è Gomez a scoccare un gran tiro al 69’, su cui è pronto il portiere laziale. Al 70’ il gol di Caldara viene annulato per off side, poi un errore incredibile di Wallace mette in moto ancora Gomez, su cui fortunatamente para Strakosha. Entrano Anderson e Lukaku, escono Leiva e Lulic: questo è il momento del massimo sforzo laziale ed arriva il pareggio: un triangolo in area tra Caicedo e Luis Alberto consente a quest’ultimo di battere  a rete e siglare il 3-3 con un piattone preciso alla sinistra di Berisha. Gli ultimi minuti vedono i biancazzurri in avanti, nel tentativo di fare bottino pieno, ma tranne che un calcione di Caicedo murato dalla difesa, non succede più nulla sino alla fine. Arriva così il primo pari in trasferta per la formazione capitolina, sempre corsara fuori dalle mura amiche, ma è un punto che suona come una vittoria, per come è maturato. Una Lazio che è stata sempre costretta a rincorrere ma che alla fine è riuscita a portare a casa il risultato grazie ad una prestazione caparbia, che mette da parte le recenti avversità. Così i biancocelesti a 33 punti staccano la Samp ed al quinto posto mantengono vive le speranze di Champions: la Lazio c’è! 


ATALANTA   LAZIO    3-3       17’ Caldara 21’ Ilicic 27’ 35’ Milinkovic 50’ Ilicic (rig.) 78’ Luis Alberto


ATALANTA: Berisha Palomino (58’ Toloi), Caldara, Masiello, Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola, Ilicic, Gomez, Petagna (70’ Kurtic). All. Gasperini
LAZIO: Strakosha, Bastos (53’ Wallace), De Vrij, Radu, Marusic, Leiva (75’ nAnderson), Parolo, Milinkovic, Lulic (75’ Lukaku), Luis Alberto, Caicedo.  All: Inzaghi


Arbitro Irrati


 


 


 


 


 

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