Lazio, è comunque un buon anno. Le Pagelliadi

La Lazio chiude un 2017 strepitoso pareggiando a San Siro con l'Inter. E' stata una partita equilibrata giocata soprattutto a centrocampo. Bene il portiere Strakosha, Anderson manca il gol della vittoria

Anderson in azione

Anderson in azione

Francesco Troncarelli 30 dicembre 2017

7 e mezzo a Sylva Strakoshina- La Lazio ha pareggiato a San Siro una partita molto equilibrata contro una resuscitata Inter, chiudendo così a testa alta un 2017 strepitoso per i colori biancocelesti (Derby vinti, Supercoppa, il miglior gioco della serie A). Certo poteva raccogliere di più e chiudere in bellezza, ma l’esasperato tatticismo in cui si era incanalata la sfida ha condizionato l’andamento della partita e frenato l’estro di molti giocatori. Copertina al portierone albanese, confermatosi numero uno di nome e di fatto con i suoi interventi risolutori. Una certezza per questa squadra che anche il prossimo anno se la giocherà contro tutte. E tutti. Avanti Lazio, avanti laziali.


7+ a Lucas 2 (quello che non piange) - Come la statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo: monumentale. Ma l’avete visto sì che recuperi che bastonate, che eleganza nei movimenti? Ma non è una novità perché lui è così, uno che non perdona, tipo Letta con Renzi che se l’è legata al dito e adesso se la ride. Bravo senza se e senza ma, e chi lo Leiva più dal campo? Applausi.


6 e tre quarti all’Olandese volante - Candidato ufficiale del popolo laziale alla carica di Ministro della difesa del prossimo governo. Vota Stefan–Vota Stefan-Vota Stefan.


6 e mezzo a dillo a Parolo tuo - Lo stakanovista del centrocampo. Immarcescibile come Pippo Baudo, intramontabile come Bruno Vespa, inarrestabile come Matteo Messina Denaro. Parolo, Parolo, Parolo, soltanto Parolo, Parolo per noi (cit. Alberto Lupo e Mina, Tatro 10, Rai Uno).


6 e mezzo a Marùssic? No dormo in piedi - Il sonnambulo s’è svegliato e lotta insieme a noi. Da quando va avanti a caffè a manetta, non se regge più, né più né meno di Amadeus ai Soliti ignoti. Fossero tutti spiritati come lui, avremmo conquistato la vetta della classifica da un pezzo. O forse no, c’è sempre il Var dietro l’angolo che ci aspetta.


6+ a Lyukakau Meravigliao - E’ entrato di corsa e non si è più fermato. Come Berlusconi da quando ha ripreso le danze.


6+ a Innamoradu - Dieci anni a gennaio, con la gloriosa maglia con l’Aquila sul petto. Più romano di tanti romani. Uno di noi. Quelli che hanno portato il calcio a Roma e il tifo in Curva (CML).


6 a veni, vidi, Lulic al 71° - Nei secoli fedele, come Gerry Scotti per Mediaset.


6 a basta Bastos - Per la prima volta non ha fatto danni. Come le sorelle Parodi a Domenica in.


6 a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” cha fanno tanto carnevale di Rio a Frascati, si era pensato che potesse essere decisivo. E in effetti lo è stato, ma per gli altri, perché s’è magnato un gol che anche Enrico Toti con tutta la stampella avrebbe buttato dentro. Sic. 


6 a Nani Moretti – S’annamo a divertì, Nanì, Nanì. Ma l’anno che verrà come cantava Lucia Dalla in tempi non sospetti.


6- a c pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) - Ei fu siccome Immobile.


6- al Sergente - Se quello che si è visto a San Siro è il calciatore che vale 100milioni di cucuzze,diamolo via subito con tutto il cucuzzaro, Per fortuna che c'è sempre il suo alter ego Esorciccio che col fratello di latte sa-sa-sa.prova micofono.savic fa miracolo. Il mercato perciò può attendere. Come la mondezza per strada.


6- - a Lupo Alberto - Da quando la ricrescita dei capelli neri ha preso il sopravvento sul ciuffo biondo che fa impazzire il mondo è diventato un altro. Come Vincenzo Mollica che senza occhiali sembra la Sora Lella. Buon anno a tutti.


 


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Sabato, 30 dicembre 2017


Nella 19sima di campionato tra Lazio ed Inter finisce in parità. Dopo una partita molto tattica e combattuta nessun gol ma tante emozioni a “S. Siro” ed è solo 0-0 nell’ultima gara di andata e del 2017. Scontro Champions stasera per Inter e Lazio, con i padroni di casa che confidano in un pronto riscatto dopo tre sconfitte di fila, mentre i biancocelesti cercano di dare continuità alle ultime affermazioni contro Crotone e Fiorentina. Nel big match di oggi Spalletti continua ad aver qualche problema in difesa per la defezione di Miranda e quindi rilancia Ranocchia; il mister nerazzurro oggi mette nella mischia ancora Cancelo e nega il campo a Nagatomo per Santon; davanti come sempre Candreva e Perisic supportano Icardi. Pochi dubbi invece per Inzaghi, che dispone di tutti i suoi anche se Ciro Immobile è tuttora mezzo acciaccato dall’influenza. La punta laziale è comunque regolarmente tra gli 11 titolari per un classico 3511. Almeno 60.000 spettatori al Meazza al fischio iniziale di Rocchi. Molto aggressivo il pressing interista nei primi minuti di gioco: fa fatica la squadra capitolina, che prova ad alleggerire con accelerazioni improvvise e distendendosi sulle fasce. La prima opportunità però al 20’ è di Milinkovic, che lascia partire un gran fendente su cui Handanovic mette in corner. E’ la Lazio ora a prendere in mano il gioco, ma adesso l’occasione clamorosa ce l’ha l’Inter, con Perisic che alla mezz’ora da solo colpisce bene ma Strakosha riesce a mandare in angolo. Allo scadere Luis Alberto direttamente dalla bandierina colpisce la parte superiore della traversa e subito dopo termina un primo tempo equilibratissimo. La ripresa comincia un po’ meno veloce; l’iniziativa è dell’Inter nei primi minuti, come sempre la Lazio dell’inizio dei secondi tempi fa un po’ fatica. Borja Valero al 56’ impegna il portiere laziale, la Lazio va un po’ in difficoltà ed ora Inzaghi  decide per il cambio Lulic-Lukaku. Proprio a questo punto, dopo un bellissimo scambio laziale in area Skriniar la prende con un braccio e Rocchi assegna un rigore: il Var fa cambiare decisione al direttore di gara e si riprende sempre sullo 0-0. Arriva anche il turno di Anderson, che rileva un Luis Alberto un po’ appannato. Si vede che la Lazio vuole vincere, provando ad attaccare con grande incisività e determinazione: Handanovic para prima sul gran destro di Felipe Anderson e poco dopo anche sul sinistro di Parolo; la squadra biancoceleste mostra una grande forma ed anche grazie ai cambi resta costantemente in attacco, meritando senz’altro il vantaggio. L’occasione clamorosa arriva sui piedi di Anderson al 79’ che non riesce ad inquadrare la porta sul perfetto cross di Immobile sotto porta. Entra anche Nani, che subito in campo impegna Handanovic; poi Icardi in modo fortuito devia di testa verso la porta e questa è l’ultima opportunità della gara che termina senza reti. Stasera recrimina solo la squadra biancazzurra, che fa una partita perfetta ma purtroppo non concretizza ed è un vero peccato: per la Lazio poteva essere una giornata eccezionale. I biancazzurri danno prova di grande personalità, imponendo il loro gioco in un campo difficilissimo e dimostrando di aver superato la fase negativa di qualche giornata fa. Sono 37 punti e un quinto posto in solitario per una grande Lazio che se la può giocare alla pari con tutte.


 


 


INTER   LAZIO    0–0      


INTER: Handanovic, Cancelo (83’ Dalbert), Santon, Ranocchia, Skriniar, Gagliardini, Candreva (73’ Joao Mario), Vecino, Borja Valero (84’ Brozovic), Perisic, Icardi. All: Spalletti


LAZIO: Strakosha, Bastos, De Vrij, Radu, Marusic, Leiva, Parolo, Milinkovic (83’Nani) Lulic (57’ Lukaku), Luis Alberto (65’ Anderson),  Immobile.  All: Inzaghi


Arbitro Rocchi


 


 

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