Lazio, che cinquina! Le Pagelliadi

La Lazio ha travolto il Chievo lanciando l'assalto al terzo posto. Bene Milinkovic autore di una doppietta Leiva e Nani entrato nel finale, male la difesa. Il Var questa volta non sbaglia

Milnikovic autore di una bella doppietta

Milnikovic autore di una bella doppietta

Francesco Troncarelli 21 gennaio 2018

9 al Sergente - Una grande Lazio ha schiantato la sua bestia nera Chievo, regalando al popolo biancoceleste  una cinquina entusiasmante che ha annullato magicamente qualche errore difensivo di troppo. La pausa insomma non ha nuociuto alla Mitica, né, una tantum il Var, che invece e provvidenzialmente ha stoppato la sceneggiata di tal Stepinsky, finalizzata ad ottenere un rigore che in effetti non c’era. Una vittoria netta dunque, dedicata a Gino e Rosaria, i due grandi tifosi storici scomparsi recentemente che da lassù avranno sicuramente gradito e una vittoria che ha una firma eccellente, quella dell’Esorciccio che nel giorno della sua centesima con l’Aquila sul petto ha firmato una doppietta d’autore che ha esaltato la sua forma smagliante. Avanti Lazio, avanti laziali!


8+ a Lucas 2 (quello che non piange e soprattutto vince) - E chi lo Leiva più dal centrocampo. Semplicemente mostruoso (che lancio per il raddoppio di monsignor Milingo), talmente mostruoso che un mostro vero come Alfano al confronto e Luca Argentero.


8 a Marussic? No dormo in piedi - Oh, da quando s’è svejato come er Marchese del Grillo, so’ dolori pe’ tutti. Una primo tempo da paura, roba che Dario Argento je spiccia casa e pure la cucina. Scendeva sulla fascia come un treno, la freccia biancazzurra. Nella ripresa poi si è superato. Nel senso che correva talmente tanto che a un certo punto s’è marcato da solo. Immenso.


7+ a Lupo Alberto - A lui l’onore di aprire la goleada. Il primo dito della Manita infatti è il suo, un ditone bello grosso ma al tempo stesso affusolato come lui. L’oggetto misterioso che fu è solo un ricordo, ora è una certezza, come la Ciociara di “Tale e quale”.


7 all’Olandese volante - Tra tanti casinari là dietro, un punto di riferimento. Un po’ come Grasso per la sinistra in gramaglie.


7 a Sylva Strakoshina - Non si smentisce mai, è sempre il solito, come Enrico Papi. Nel momento topico del match, quando poteva ancora succedere di tutto, due interventi da numero uno sul Pucciarel fuggiasco. La guardiola è sua, alla faccia di chi lo voleva sostituire con un citofono. Aò, questo te blocca pure i testimoni de Genova e dintorni.


7 a Nani Moretti - S’annmo a divertì Nanì Nanì (ammazza che gol!)


6 e mezzo a dillo a Parolo tuo - E’ partito in quarta, è arrivato in folle. Avete presente Matteo Renzi?


6 e mezzo a Lukakau Meravigliao - A grande richiesta: sciolgo le trecce e i cavalli, corrono, e le tue gambe eleganti, ballano, balla per me balla balla, tutta la notte sei bella, non ti fermare ma balla come sai. (si ringrazia per la gentile collaborazione Umberto Balsamo).


6+ a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli un po’ così alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” il bandolero stanco è entrato in corsa ma s’è messo subito a sedere. Tante finte e zero tiri, tanto fumo e poco arrosto. Ma lui è così, falso nueve, falso prete, fa un po’ come je pare insomma. Quando finalmente crescerà sarà Garrincha, mo’ è solo un lento cha cha cha.


6 + a veni, vidi, Lulic al 71° - Nei secoli fedele. Come Pippo Baudo.


6 a c’ pienz tu Cirù? - Un paio di lampi, poi si è stirato ed è uscito. Forza bomber ti aspettiamo!


6- - a basta Bastos - Dalle stalle alle stelle. Come Berlusconi.


5 – a Bravehart Wallace – Un disastro, come il compagno di merende (vedi sopra) che ha avuto il 23 enorme di recuperare il clamoroso danno con un gollazo. Lui invece il gollazo ha fatto di tutto per farlo segnare ai gialloblu, finendo chievato in un paio di occasioni che hanno mandato una decina di spettatori al reparto di cardiologia del San Camillo. Certi casini insomma da far rimpiangere Oscar Lopez, e ce ne vòle, come se uno dovesse rimpiangere Luca Giurato. E meno male poi che de nome fa Fortuna, se se chiamava Disgrazia eravamo no rovinati, de più.


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Domenica, 21 gennaio 2017


La Lazio stravince contro il Chievo nella ventunesima di campionato. All’Olimpico i biancazzurri aprono le marcature con un gol di Luis Alberto, subito pareggiato da Pucciarelli, ma poi dilagano con due reti di Milinkovic ed una ciascuno di Bastos e Nani per il 5 – 1 finale. Dopo la splendida vittoria di Ferrara di due settimane fa per i capitolini c’è l’esame Chievo. Inzaghi, che nel frattempo trova anche Martin Caceres nella sua rosa, perde Radu per squalifica ma preferisce lasciare il neoacquisto uruguajo in panchina, affidando a Bastos, De Vrij e Wallace il trio difensivo. Maran invece è in piena emergenza: infatti il tecnico trentino perde Inglese, Gamberini, Meggiorini e anche Castro; schiera Bastien a centrocampo e Stepinski davanti con Pucciarelli e non con Pellissier. I biancazzurri non cominciano ad un grande ritmo, nonostante il fraseggio piuttosto blando ugualmente la Lazio mantiene una pressione costante e non concede campo ai propri avversari. Al 6’ Parolo colpisce la traversa su un cross fuori misura, poi al 13’ un piattone rasoterra di Milinkovic finisce tra le braccia di Sorrentino. Poco dopo doppia opportunità laziale: prima un colpo di testa di Marusic impegna il portiere in angolo e a seguire un altra inzuccata di Immobile trova i guantoni dell’estremo clivense. I biancocelesti sbloccano al 23’, quando Marusic scende sulla destra e porge a Luis Alberto, che tira subito e insacca grazie anche ad una deviazione di Bani. Giusto il tempo di centrare che il Chievo pareggia: il cross lungo è per Pucciarelli, che si libera di Bastos con disinvoltura ed a tu per tu con Strakosha lo batte con un tiro imparabile. L’1-1 dura poco: Lulic mette un pallone verso l’area, Parolo accompagna per Milinkovic, che dai 20 metri indovina l’angoletto e i biancocelesti tornano su. Ma deve uscire Immobile, che si era fatto male ad inizio gara ed ora è costretto ad abbandonare per Anderson, che al 41’ dribbla tutti e tira bene ma Sorrentino respinge. A tempo scaduto Bastos commette un altro errore difensivo innescando il contropiede del Chievo: la palla finisce a Stepinski che simula, cadendo in area senza contatto con Lulic. Abisso, che  prima aveva concesso il rigore, si ricrede al controllo Var ed il risultato resta fissato sul 2-1. Nella ripresa inizia forte il Chievo: subito il destro a girare di Pucciarelli è parato molto bene da Strakosha. Poi uno sbaglio elementare di Wallace attiva Stepinski, che se ne va in porta ma spara fuori da posiziona angolata la grande occasione del pareggio. Proprio Stepinski è rilevato da Pellissier al 63’, risponde Inzaghi con Lukaku che prende il posto di Lulic. Il Chievo impegna molto la Lazio nel secondo tempo, come al solito la squadra di Inzaghi soffre l’inizio di ripresa ma riesce a risolvere  ugualmente al 68’, quando il traversone di Leiva pesca Milinkovic che di sinistro al volo azzecca lo spazio tra palo e portiere, portando a tre le reti biancazzurre. Ancora Milinkovic con un gran tiro sfiora la quarta rete, poi Strakosha neutralizza Pucciarelli prima dell’ingresso di Nani, che sostituisce Milinkovic, uscito tra gli applausi. Bastos all’83’ si rifà degli errori precedenti e sigla il poker con un pallonetto deviato che termina in gol; chiude definitivamente le danze Nani, che segna con un secco destro la quinta rete laziale e fa iniziare la grande festa dei supporters biancocelesti. Un risultato largo che però non deve trarre in inganno, visto che la Lazio è riuscita ad aggiudicarsi una partita davvero difficile, giocata contro un formazione spigolosa e dura da affrontare. La squadra capitolina ha comunque saputo amministrare nel migliore di modi anche i momenti di appannamento e gli errori difensivi, portandosi a casa altri tre punti preziosissimi. I biancazzurri, ora terzi in attesa dello scontro serale tra Inter e Roma, blindano il quarto posto a quota 43 e si preparano al recupero di mercoledi prossimo contro l’Udinese,  che potrebbe proiettarli davvero in alta quota.   


LAZIO CHIEVO   5–1    23’ Luis Alberto 24’ Pucciarelli 31’ 68’ Milinkovic 83’ Bastos 86’ Nani


LAZIO: Strakosha, Wallace, De Vrij, Bastos, Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic (75’ Nnai), Lulic (63’ Lukaku), Luis Alberto, Immobile (34’ Anderson). All Inzaghi  


CHIEVO: Sorrentino, Cacciatore, Bani, Tomovic, Gobbi, Bastien (84’ Garritano), Radovanovic, Hetemaj, Birsa (75’ Leris), Pucciarelli, Stepinski (60’ Pellissier). All. Maran


Arbitro Abisso

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