Lazio, buio a San Siro. Le Pagelliadi

La Lazio ha perso contro il Milan andato in vantaggio con un gol irregolare. Ancora una volta arbitro e Var non hanno funzionato. Troppo tardi l'ingresso di Anderson. I biancocelesti comunque meno brillanti del solito

Luis Alberto a terra come la Lazio. Ci ha pensato il Var

Luis Alberto a terra come la Lazio. Ci ha pensato il Var

Francesco Troncarelli 28 gennaio 2018

7 a Sylva Strakoshina - Una Lazio lenta e prevedibile ha perso la sua imbattibilità contro un Milan aiutato nel risultato da un gol irregolare (braccio netto) non visto né dall’arbitro né dal Var. Ma al di là dell’errore clamoroso che ha condizionato il match e delle decisioni a senso unico della giacchetta nera, c'è da dire che quella che si è vista contro i rossoneri non è stata la squadra brillante capace di regalare bel gioco ed emozioni e quindi, se del caso, di ribaltare anche le consuete sviste arbitrali. E’ stata insomma una Lazio meno in palla del solito, che ora si deve rimettere subito in carreggiata. Nel buio a San Siro così sono stati pochi a salvarsi, sicuramente il portierone, che come sempre ha sfoderato grandi parate, riuscendo a limitare i danni combinati da altri. Ricominciamo.  


6+ a chiedimi se sono Felipe -Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e con quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco,rosso e Verdone”, il bandolero stanco è entrato in corsa e ha provato a carburare subito. Un tentativo vano, come parlare in aramaico per Di Pietro che fa fatica pure con l’italiano e così quando era riuscito ad essere pronto, la partita era già finita. I suoi dribbling e le sue fughe in avanti hanno comunque mandato al manicomio i Gattuso boys, ma pure quelli dei nostri che si trovavano davanti a Donnarumma, loro sì stavolta “turisti per caso”, sic.


6 a Marussic? No dormo in piedi -Un merito ce l’ha, quel gol (una fucilata di sinistro da applausi) che ha fatto sobbalzare tutti dalla poltrona e dallo stordimento per il non gioco dei nostri eroi, illudendo la gente laziale in una rimonta, come nelle puntate precedenti. Poi visto l’andazzo, s’è abbioccato pure lui. Come un Pif qualsiasi.


6 a Lupo Alberto - All’andata li ha mandati al Diavolo, al ritorno ha rischiato di finire alla diavola, come un pollo. Poi si è ripreso e ha cercato di rilanciare la squadra e i compagni con il suo estro. Ma la traversa gli ha negato la soddisfazione del gol. Praticamente gli ha detto no. Come la sorella di Belen al tronista di “Uomini e Donne” Francesco Monte.     


6 all’Olandese volante -Pensavamo che i film di Fantozzi fossero finiti. E invece il ministro della Difesa si è ritrovato come lo sfortunato eroe di Villaggio in mezzo ai casini combinati dal suo collega di reparto (vedi sotto). Ma stavolta c’era poco da ridere.       


6 al Sergente - A corrente alterna come Esorciccio, a tratti come monsignor Milingo, a sprazzi come sa-sa-sa prova microfono Savic. In pratica come Aldo, Giovanni e Giacomo che ormai in tre non ne fanno uno buono.


6- a Lucas 2 (quello che non piange) - Era matematico che una Leiva flessione l’avrebbe avuta anche lui, né più né meno di Nino Frassica a “Che tempo che fa”, che ormai dice sempre le stesse battute. E così è stato sostituito, ma non era certo lui che aveva il freno a mano tirato.


6- a veni.vidi, Lulic al 71° - Tanto fumo e poco arrosto. E poi quel gol che s’è magnato alla grande a porta vuota come quegli affamati che assaltano i buffet alle feste. N’apocalisse.  


6- a Nani Moretti -  S’annamo a divertì. Magari la prossima volta.


5 e mezzo a Innamoradu - E' partito in quarta è arrivato in folle, come tutta la squadra.


5 e mezzo a dillo a Parolo tuo -All’inizio si è involato, poi col passare del tempo si è involuto. Alla fine si è involtino. Cotto.


5 - a Cacacecio Caceido -Come il programma di Gigi Marzullo: inutile.


4 e mezzo a basta Bastos -E’ l’uomo in più per gli avversari, sempre. Come Renzi per Berlsuconi. E questa volta si è superato. Giocando contro l’Olandese (in entrambe le occasioni delle reti praticamente l’ha placcato). Lui e la difesa sono due cose agli antipodi, come Luca Giurato con la grammatica. Ha fatto più danni lui che la Fornero con la riforma delle pensioni. Ogni volta che tocca palla, qualcuno sviene dalla strizza. Come il compagno di merende Wallace, è da consumarsi lontano dai pasti e da conservare sottovuoto. Con la speranza che non esca più.


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Domenica, 28 gennaio 2018


E’ il Milan a prendersi i tre punti contro la Lazio al Meazza. Tutte le reti nel primo tempo: Cutrone apre le marcature, Marusic momentaneamente illude la Lazio ma è Bonaventura nel finale a riportare avanti i padroni di casa per il 2-1 conclusivo. Per il big match della 22sima giornata il mister Gattuso perde Rodriguez e schiera così una difesa tutta italiana, con Calabria, Romagnoli, Bonucci ed Antonelli; invariati gli altri uomini, con Cutrone e Calhanoglu davanti. Simone Inzaghi, che invece non può disporre di Immobile, lo rimpiazza con Caicedo; per il resto torna Marusic sulla destra mentre Martin Caceres resta in panca. Una partita di grande rilievo per entrambe le squadre: i capitolini in forma smagliante sognano la Champions, il Milan invece, imbattuto da tre turni, si augura di rosicchiare qualche punto alla Samp in chiave Europa League. Sin dall’inizio le due compagini giocano a viso aperto, concedendo spazi ed inserimenti: la prima grande occasione al 10’ è di Calhanoglu, che si libera di Bastos ed impegna in corner Strakosha con un gran tiro dai 25 metri. Il Milan sblocca al 15’ su calcio piazzato; Calhanoglu batte la punizione su Cutrone, che si aggiusta il pallone col braccio, poi  inzucca di testa e segna l’1-0 forse da annullare.  Ma in 4’ la Lazio ristabilisce la parità: l’apertura di Leiva sulla fascia è per Marusic, che dribbla Antonelli col destro e batte Donnarumma con un preciso sinistro rasoterra. Suso al 27’ manda di poco fuori un altro calcio di punizione dal limite, poi alla mezz’ora un grandissimo tiro di destro a giro di Luis Alberto colpisce la traversa. Ora il Milan cerca di alzare il ritmo, tenendo il possesso e pressando gli avversari. Verso la fine del primo tempo Calhanoglu si trova il pallone tra i piedi e lasca partire un tiro fortissimo ma Strakosha è ancora attento e respinge, poi Calabria va al cross profondo, Bonaventura si inserisce e raccoglie di testa, mettendo ancora alle spalle del portiere ed i padroni di casa tornano in vantaggio. Nella ripresa Inzaghi inserisce subito Anderson al posto di Leiva, ponendo Parolo davanti alla difesa; il Milan però prosegue a fraseggiare ed i biancazzurri non sembrano in grado di creare gioco e di impensierire gli avversari. La Lazio prova a svegliarsi ed al 65’ Romagnoli salva la porta sul sinistro di Milinkovic, che poco dopo si ripete prima di testa e poi di piede, ma trova sempre Donnarumma. Occasione colossale per il pareggio di Lulic al 41’, che non si coordina davanti alla porta sul traversone di Anderson e l’azione si perde. La Lazio ci prova in ogni modo nel finale, ma un po’ per sfortuna ma soprattutto per imprecisione non ha più la forza per recuperare ed alla fine deve inchinarsi davanti ai rossoneri. Dopo tre vittorie di fila la corsa delle Lazio si ferma a Milano: i padroni di casa sono riusciti ad avere la meglio dopo una partita giocata con intensità e determinazione, quello che oggi è mancato alla Lazio. Oggi la squadra biancoceleste è mancata nei suoi uomini migliori, ma oltre all’assenza pesantissima di Immobile che si fa sentire eccome, anche Inzaghi ha delle responsabilità per aver operato delle scelte discutibili E’un bagno di umiltà per la squadra laziale, che evidentemente un po’ troppo superba e sicura di sé aveva lasciato la concentrazione a casa. Per fortuna che c’è tempo per la rivincita, ancora su questo stesso terreno e tra soli 3 giorni.


MILAN  LAZIO     2–1    15’ Cutrone 19’ Marusic  44’ Bonaventura


MILAN: Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Bonucci, Antonelli (70’ Abate), Kessie, Biglia, Suso (80’ Borini), Bonaventura, Cutrone (70’ Silva), Calhanoglu. All. Gattuso


LAZIO: Strakosha, Bastos, De Vrij (74’ Luis Felipe), Radu, Marusic (83’ Nani), Leiva (51’ Anderson), Parolo, Lulic, Milinkovic, Luis Alberto, Caicedo. All Inzaghi  


Arbitro Irrati


 

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