Lazio, vedi Napoli e poi...Le Pagelliadi

La Lazio è crollata a Napoli dopo essere andata in vantaggio. Stesso risultato dell'andata. Male tutti, malissimo Wallace

Biancocelesti in festa dopo l'illusorio vantaggio

Biancocelesti in festa dopo l'illusorio vantaggio

Francesco Troncarelli 11 febbraio 2018

 6 a Sylva Strakoshina - Una Lazio troppo brutta per essere vera ha perso malamente a Napoli con lo stesso risultato e soprattutto nella medesima maniera dell’andata. Doveva essere la partita del riscatto è stata quella della disfatta. Sì perché dopo un primo tempo tutto sommato buono, nella ripresa gli Inzaghi boys hanno subito l’esperienza e il palleggio degli azzurri, senza colpo ferire. Non c’è stata una pur minima reazione nonostante i cambi, spesso incomprensibili, se non quella di raccogliere palloni nella rete complice una difesa allo sbando e un gruppo in confusione totale. E meno male che il portierone albanese c’ha messo qualche pezza, altrimenti il punteggio sarebbe stato quanto meno tennistico. Ricominciamo.


6- a Luca 2 (quello che bon piange) - Finchè ha giocato, il suo sporco lavoro l’ha fatto, né più né meno di Alessandro Greco con quel programma disastrato che fa su Rai 2. Poi, errore grave anche serastato ammonito, il mistre lo Leiva dal campo e tracollo fu. Come il lifting di Ornella Vanoni che stava per esplodere in diretta mentre cantava al festival.


5 e mezzo a dillo a Parolo tuo .Ha cominciato in quarta ha finito in folle. Come Pierfrancesco Favino. 


5 a Innamoradu -Se anche un vecchio leone come lui s’è dovuto arrendere vuol dire che siamo alla frutta. Come Enzo Avitabile e Peppe Servillo.


5 a veni vidi Lukic al 71° .C’era una volta. Come Bombolo.


5 a c’ pienz tu Cirù? -Ei fu siccome Immobile. Anche se all’inizio c’aveva provato, ma poi ha prevalso l’omaggio a Manzoni.


5- - a Lukakau Meravigliao -Zero accelerazioni, zero scatti, zero cross. Praticamente zero.


5 - - all’Olandese volante - E’ il più forte e per questo pretende un botto de soldi. E quando segna, che non è il suo mestiere, se li merita pure tutti. Ma è anche quello che, quando la barca inizia a fare acqua da tutte le parti, non è capace neanche di lanciare una ciambella di salvataggio. Figurarsi a salvarla.


4 e mezzo a Marussic? No dormo in piedi – Il ritorno del sonnambulo. S’è fatto certi sonni che al confronto la canzone di Renzo Rubino è un inno alla vita. Segni particolari; dorme; Soprannome. Ronf Ronf; bevanda preferita: camomilla; sogno nel cassetto: abolizione dell’ora legale. Così dorme un’ora in più.


4 e mezzo a Lupo Alberto – Tana pe er cugino del fenomeno. L’abbiamo riconosciuto subito che questo non era bono, poi col capoccione tutto biondo come Platinette, non poteva essere lui. Dalla regia ci dicono che era lui. Sipario.


3 a Nani Moretti – s’annamo a divertì Nanì Nanì. Prossimamente su questi schermi.


3 a Cavacecio Caceido – Come il programma di Gigi Marzullo. Inutile.


2- a Bravehart Wallace – Ha fatto rimpiangere Oscar Lopez, che era una nota pippa al sugo. E pure quel rubagalline di Mauricio Costancio show che de casini ne combinava a raffica. Non ne ha azzeccata una come un Luca Giurato qualsiasi. Praticamente ha rivalutato i rimasugli dei Pooh che se so presentati a Sanremo. Lui e il pallone sono due cose agli antipodi, come l’italiano per Di Pietro. Ma  il guaio è che come diceva Corrado alla Corrida “e non finisce qui”.  Sic.


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Sabato, 10 febbraio 2018


Il Napoli demolisce la Lazio al S. Paolo. Nell’anticipo del 24simo turno di Campionato De Vrij in apertura illude i biancazzurri, che a fine primo tempo subiscono il pari di Callejon e nella ripresa dopo l’autorete di Wallace prendono gol da Zielinski e Mertens per il 4-1 finale. Sarri, che oggi recupera Mertens, perde però ancora Ghoulam, infortunatosi gravemente in settimana; assente anche Albiol dietro c’è Tonelli con Koulibaly. Inzaghi invece non convoca Anderson dopo il litigio di lunedi scorso; tornano però Lulic e Milinkovic. Infine è Wallace preferito a Caceres in difesa.  Primo affondo e subito gol della Lazio: il cross di Immobile al centro è spizzato in modo millimetrico col sinistro da De Vrij, che mette dietro alla porta di Reina l’immediato vantaggio biancoceleste. E’ grande la fisicità della Lazio stasera, che resta alta e va in grande pressione sui portatori di palla avversari. Il Napoli soffre e non riesce a far ripartire il gioco in modo fluido; ottima comunque la giocata di Insigne al 23’, che tenta un pallonetto di poco fuori. Alla mezz’ora sul cross di Marusic l’inserimento di Parolo è esemplare ma il colpo di testa finisce sul fondo. Insigne ci riprova: la seconda palombella da lontanissimo però non coglie la porta. Ma per un primo tempo giocato in modo perfetto della Lazio, l’errore in extremis a difesa schierata fa cadere di colpo parte degli encomi per i biancocelesti. Al 44’ infatti su punizione battuta da Jorginho, Lulic tiene in gioco Callejon che solo davanti alla porta controlla e piazza in rete l’insperato pareggio a fine primo tempo del Napoli. Prima del termine Sarri, che protestava con troppa energia per un fallo di Milinkovic è espulso da Banti che fischia poi la fine. Dopo il riposo il Napoli sostituisce Hamsik con Zielinski, che alla fine sarà tra i migliori dei suoi. Al 50’ Insigne si libera di Wallace, che già aveva combinato un mezzo disastro poco prima, tira bene ad incrociare ma sfiora il palo e qualche minuto dopo colpisce a botta sicura ma mette alto da posizione perfetta. Il gol del Napoli è maturo: il raddoppio arriva con il traversone di Callejon che trova la sfortunata scivolata di Wallace nella sua porta. La Lazio non ha nemmeno il tempo di organizzarsi, perche poco dopo dal tiro di Mario Rui è una deviazione di Zielinski a spiazzare Strakosha ed in soli 2’ i padroni di casa si ritrovano in doppio vantaggio. Caicedo  e Lukaku, poi Nani sono i tre cambi che Inzaghi tenta per cambiare qualcosa, ma la spinta offensiva resta inesistente. Invece è Zielinski che al 68’ si rende pericolosissimo e poi al 73’ offre il passaggio a Mertens, che completa l’opera con il poker che sotterra la Lazio. Insigne potrebbe perfezionare al 75’ ma Strakosha impedisce un risultato più rotondo. La Lazio scompare e attende solo il fischio finale di Banti, che sancisce la vittoria partenopea, maturata meritatamente solo nella ripresa. Terza sconfitta consecutiva degli Inzaghi boys, che durano solo un tempo: un vero peccato, perché la prima parte della gara la Lazio se la era giocata in modo esemplare, con grande orgoglio e personalità contro la prima della classe. Poi un paio di errori difensivi buttano tutto alle ortiche e stasera completa l’opera una improvvisa mancanza di dinamismo ed un atteggiamento che nei secondi tempi resta a volte inspiegabilmente rinunciatario. I biancazzurri devono al più presto voltare pagina: il Verona prossimo avversario in Campionato è sulla carta la squadra del riscatto, ma prima c’è l’Europa League ed in questo momento difficilissimo non si possono proprio fare pronostici.


 


    


NAPOLI  LAZIO    4-1      3' De Vrij 44’ Callejon  55’ Wallace (aut.)  57’ Zielinski  73’ Mertens


 


NAPOLI: Reina, Hysaj, Tonelli, Koulibaly, Mario Rui, Allan (82’ Rog), Jorginho, Hamsik (46’ Zielinski), Callejon (85’ Maggio), Mertens, Insigne. All. Sarri


LAZIO: Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu, Marusic, Leiva (68’ Nani), Parolo, Mlinkovic, Lulic (60’ Lukaku) Luis Alberto (60’ Caicedo), Immobile. All Inzaghi  


Arbitro Banti

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