Bentornata Lazio. Le Pagelliadi

La Lazio è tornata alla vittoria battendo il Verona all'Olimpico. Doppietta di Ciro Immobile sempre più capocannoniere. Bene la difesa e applausi per Luis Alberto

la gioia di Immobile sempre più capocannoniere del torneo

la gioia di Immobile sempre più capocannoniere del torneo

Francesco Troncarelli 20 febbraio 2018

8 e mezzo a c’ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra?)  - La Lazio ha preso a pallonate il  Verona per 55 minuti raccogliendo un palo e una traversa, poi il bomber de noantri s’è sbloccato e in 5 minuti ha chiuso la partita con una splendida doppietta. Ci voleva assolutamente, per lui e soprattutto per la squadra. Finalmente si è chiuso un “momento” difficile alimentato da troppe sconfitte che stava minando l’ambiente e creando malumore fra gli stessi giocatori. Con questa vittoria meritata e tanto attesa, l’Aquila è tornata a volare come prima e più di prima e adesso si ricomincia a sognare. Bentornata Lazio!


8 a Lupo Alberto -Rieccolo. Come Pippo Baudo. Lo davano per finito, come il Pippone appunto e invece tiè. È torrnato come il Nerone petroliniano, più biondo e più superbo che pria. Bravo, grazie, brav, graz. Alla faccia de chi je vo’ male.


7+ al Sergente - C’ha provato da tutti li pizzi. Come Francesco Monte co’ la sorella di Belen, e gli ha detto male. Come al provolone sbattuto fuori dall’Isola dei famosi. L’Esorciccio in compenso non è stato espulso e neanche ammonito, anche se i gialloblu l’avrebbero voluto vedere sicuramente fuori per quello che stava combinando in campo. Adesso tocca a lui sbloccarsi dopo Ciro. E allora sarà già primavera…


6 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71° - Nei secoli fedele. Come Al Bano a Sanremo. Lui c’è sempre. Come Al Bano. Piedi fucilati e tanto cuore con lampi da genio di contorno, questa la ricetta con cui ha collezionato 262 maglie con l’Aquila sul petto, superando addirittura Nesta. Lo so, non ce se crede, come se Elio e le Storie tese fossero arrivati ultimi al festival. Dalla regia fanno sapere che gli Elli so’ arrivati ultimi. E pure Nesta è stato superato dall’Eroe del 26 maggio. Così è se vi pare, come disse il poeta, ed aveva ragione.


6 e mezzo a dillo a Parolo tuo - Davanti alla difesa a far da diga, anche se co’ sti pellegrini non è che servisse, ma ha funzionato. E ora chi lo Leiva?


6 e mezzo ai magnifici tre - L’Olandese volante, Innamoradu e Bravehart Wallace. Per la prima volta nella storia sono andati bene tutti e tre, senza combinare casini come un Mauricio Costancio Show qualsiasi e senza regalare palle agli avversari come quella pippa al sugo di Oscar-da-bagno Lopez. Un trionfo che Aldo, Giovanni e Giacomo se lo sognano. Attenti e precisi come non si era visto mai. Certo contro non è che avessero Cavani o Ronaldo, ma i più modesti Ken di Barbie e Buchel fa 23 a tombola. Ma proprio per questo c’era da tremare. Onore al merito dunque con la speranza che non siano un fuoco di paglia come lo Stato sociale.


6+ a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) -Appena entrato ha subito spazzato via una palla indirizzata in porta, nell’unica azione dei veronesi degni di nota. SI è trovato insomma al posto giusto nel momento giusto. Come Di Maio in politica.


6+ a Sergio Ramos (je piacerebbe) - Bravo. Avete presente Amadeus?


6 a Lukakau Meravigliao - Un doppio passo indietro rispetto al solito. Né più né meno di Renzi dopo la benedizione di Prodi a Gentiloni.


6 a Marussic? No dormo in piedi - A un certo punto è partito in quarta e ha fatto un tunnel a Caracciolo, degrandandolo così da lungomare di Napoli a vicolo senza uscita. Poi è rientrato nei ranghi non combinando più niente. Come la Boschi.


6 a Cavacieco Caceido – Incredibile ma vero, er Pantera al termine di un’azione travolgente aveva segnato, ma l’implacabile Calvarese gli ha negato la gioia annullando la rete per fuorigioco. Cattivissimo, se lui e i compagni di merende del Var avessero avuto un cuore, quella rete gliela dovevano assegnare ad honorem. Come la laurea a Bossi junior in Albania.


NG a Sylva Strakoshina – Non gli hanno fatto un tiro, permettendogli così di giocare e vincere il torneo di scopone scientifico con i fotografi assiepati dietro la sua porta. Primiera, settebello, denari e cinque scope. Un bottino pieno che Berlusca alle elezioni se lo sogna-


 


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Lunedi, 19 febbraio 2018


La Lazio torna alla vittoria. All'Olimpico nel posticipo serale del lunedi un doppio Immobile nella ripresa porta la squadra biancoceleste al successo dopo una partita dominata dalla squadra di Inzaghi: 2-0 il risultato finale contro il Verona. Monday night della 25 sima di campionato; per l’occasione Inzaghi perde Leiva per squalifica, Parolo lo sostituisce a centrocampo; dietro invece è confermato Wallace, con Caceres che resta in panca. Pecchia invece non ha a disposizione Ferrari: al suo posto c’è Caracciolo dietro. La Lazio ha assoluto bisogno di vincere questa partita, dopo le quattro sconfitte di fila che hanno messo in crisi i biancazzurri. Sulla carta la gara col penultimo Verona arriva al momento giusto e così  la Lazio spinge sull’acceleratore sin dall’inizio. Arriva il primo tiro di Luis Alberto con Nicolas che si accartoccia e para a terra, poi Immobile trova ancora il portiere gialloblu. Parolo calcia fuori misura al 10’ e un attimo dopo ancora Immobile mira troppo alto. Wallace di testa invece la piazza troppo lenta, lo imita Luis Alberto, poi Milinkovic di testa manda sul fondo. E’ una partita ad una sola porta con il Verona non pervenuto, che alla mezz’ora si salva ancora grazie a una traversa di Luis Alberto. Gli uomini di Pecchia arrivano indenni alla fine del primo tempo, quando ancora Immobile si fa coinvolgere nel tourbillon degli errori sparacchiando alto l’ultima occasione. Dopo il the caldo la musica non cambia: gli ospiti restano in attesa,  la Lazio ci prova come può. Milinkovic è il primo della lista a mettere out, una breve incursione in contropiede di Romulo è neutralizzata ed i laziali riprendono il forcing. Dopo tutte queste azioni da gol alla fine arriva la rete, quella vera: ci pensa Immobile a sbloccare con un colpo dentro l’area di rigore su servizio filtrante di Luis Alberto. Lo spagnolo si divora il raddoppio sfiorando il palo un attimo dopo, ma l’azione travolgente del 59’ è quella giusta per il 2-0. La discesa di Immobile è irresistibile, il servizio è per Lulic che sbaglia, ma riprende ancora Immobile che di testa sigla la sua personale doppietta serale e di fatto chiude la partita. Per la Lazio ora è solo accademia; tutto il Verona è racchiuso in un tiro alle stelle di Kean al 62’ e di Fares al 78’, per il resto solo colori biancocelesti. E torna così il successo, stasera davvero meritato, che cambia un po' il vento nell'ambiente laziale, sferzato dalle polemiche dell'ultimo mese. I biancazzurri a quota 49 riagganciano il quarto posto in Classifica, scavalcando di nuovo l'Inter e tornando in zona Champions. La speranza è che questa Lazio ritrovi finalmente continuità: le prossime partite saranno decisive per cambiare le sorti di questa stagione. 


 


LAZIO  VERONA  2–0    55’  59’Immobile


 


LAZIO: Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu (80’ Murgia),Marusic, Parolo, Milinkovic, Lulic, Lukaku (74’ Luis Felipe),  Luis Alberto, Immobile (83’Caicedo). All Inzaghi


VERONA:  Nicolas, Caracciolo, Boldor, Vukovic, Fares, Romulo, Buchel (57’ Calvano), Valoti, Matos (67’ Petkovic), Verde (63’ Aarons), Kean. All.: Pecchia


Arbitro Calvarese

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