La Lazio si è tolta il Sassuolo. Le Pagelliadi

Un'altra vittoria per i biancocelesti che stendono il Sassuolo con una doppietta di Milinkovic e il solito Immobile. Ora la Lazio è di nuovo terza in classifica

Il gol di testa di Milinkovic che ha chiuso la partita

Il gol di testa di Milinkovic che ha chiuso la partita

Francesco Troncarelli 25 febbraio 2018

8 al Sergente - Una Lazio cinica, affamata e messa bene in campo, si è tolta il Sassuolo incontrato sul suo cammino, rilanciandosi alla grande e con merito ai vertici della classifica. I tre gol realizzati dai biancocelesti la dicono tutta sui valori visti al Maipei Stadium e premiano comunque un gruppo che si è ritrovato e ha ancora tanta voglia di fare risultato (nona vittoria in trasferta) come contro i neroverdi. Matador implacabile della partita l’Esorciccio autore di due splendide reti (destro a giro da fuori area e preciso colpo di testa) che hanno aperto e chiuso le danze e che hanno rilanciato la squadra al terzo posto in classifica. Applausi per lui e per l’Aquila che continua maestosa il suo volo.


7+ a c’ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) - Da dove vogliamo cominciare? Che in 7 giorni ha fatto 6 gol? Che è capocannoniere con 23 reti? Che in 32 partite giocate sino ad ora ha segnato 32 gol? Dai su, come iniziamo, iniziamo, tanto c’è poco da commentare, il Ciro al bersaglio continua. Sotto a chi a tocca.


7+ a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone”, il fantasista carioca ha confermato che non solo i selfie per Instagram sono il suo pallino ma anche giocare a calcio. Non a caso suoi sono stati gli assist per indirizzare il match verso la vittoria e per ribadire poi la sua conclusione perentoria. Il “Turista per caso” che sino a qualche settimana fa ci aveva fatto addannare, sembra si sia volatilizzato come Nicolas Vaporidis (sparito), ora è diventato un altro. Come Vincenzo Mollica che senza occhiali sembra a Sora Lella.


6 e mezzo a Luca 2 (quello che ride) - Quando pensi che l’anno scorso al posto suo c’era il piagnone, te viè da piagne. Una catena di Sant’Antonio di lacrime solo a pensarci. Lui invece comanda il gioco, smista palloni e soprattutto se la ride. Come la gente laziale dopo questo trionfo.


6 e mezzo a dillo a Parolo tuo - Partita numero 150 con l’Aquila sul petto. Come dire, da quando è arrivato non si è mai fermato. Instancabile. Né più né meno di Carlo Conti che ha organizzato pure lo zecchino d’oro tanto per gradire e per riempire il tempo e ora rilancia la Corrida. Marco Parolo e Carlo Conti hanno stretto amicizia, Pippo Baudo ha messo mi piace.


6 e mezzo a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) –  Titolare dal primo minuto ha disputato una buona gara. Tanta legna al fuoco e tanta passione. Avete presente Favino a Sanremo?


6+ a Sergio Ramos (je piacerebbe) - Prove tecniche di trasmissione. Segnale perfetto, visione nitida, audio idem. Insomma il sostituto già ce l’abbiamo. E per lui la Confort zone è solo quella dell’Hilton con la sauna e la piscina, mica la Lazio con cui gioca a testa alta. Alla Nesta.


6+ a Sylva Strakoshina –  E anche sto giro s’è guadagnato la pagnotta, con tanto di fette di salame dentro. Esattamente al 58° della ripresa quando ha stoppato le pretese di Ping pong. Normale amministrazione insomma, tanto che sarebbe bastato anche il citofono.


6+  a Innamoradu e a veni, vidi, Lulic al 71° - Sono i veterani di questa squadra, più romani loro di tanti romani. Non tolgono mai la gamba e la darebbero volentieri per la causa. Sono insomma il simbolo della Lazialità e del non mollare mai che tutti chiedono e pochi praticano. Forza ragazzi, regalataci un sogno.


6 a Bravehart Wallace - Non ne ha sbagliata una. Ce se crede? Come se Di Pietro parlasse un italiano perfetto. Incredibile ma vero. Appunto.


6- a Lukaku Meravigliao - Rende meglio quando subentra. Come Gentiloni dopo la debacle di Renzi.     


4 a Marussic? No, dormo in piedi – Il sonnambulo si è svegliato. Solo che lo ha fatto nel momento sbagliato. Quando cioè si stava sullo 0 a 3 e la partita era chiusa. Ha fatto una cappellata che neanche il Luca Giurato dei tempi d’oro sarebbe stato capace. Dall’oroscopo di Branko la Luna consiglia: mettere la testa nel frigo per placare i bollenti spiriti. Amen.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica,  25 febbraio 2018


 


A Reggio Emilia la Lazio si sbarazza del Sassuolo. Apre Milinkovic e sempre nel primo tempo arriva il raddoppio di Immobile su rigore; perfeziona ancora Milinkovic nella ripresa per il perentorio 0-3 finale della partita. Dopo il passaggio del turno in Europa League per i biancocelesti è il momento della sfida contro i neroverdi per la 26 sima di campionato. Iachini è senza lo squalificato Goldaniga: tridente offensivo per la squadra emiliana, con Babacar e Berardi affiancati da Politano. Solito modulo invece per Simone Inzaghi, che ritrova Lucas Leiva dopo la squalifica ma lascia in panchina De Vrij e Parolo in attesa della gara di Coppa Italia. In difesa con Luiz Felipe ci sono Wallace e Radu, mentre Caceres infortunato non è della partita. In un ”Mapei Stadium” gelido e desolatamente semivuoto una Lazio aggressiva va subito in gol. Al 7’ Milinkovic riceve da Anderson ed azzecca un destro dai 20 metri con una traiettoria imparabile per Consigli. Dopo il gol i biancazzurri provano ad addormentare un po’ il gioco facendo possesso palla ed abbassando i ritmi, i padroni di casa non sanno approfittare, sbagliando molto in fase di costruzione. Alla mezz’ora Manganiello chiama il Var per un fallo di mano di Peluso in area e concede il rigore. Va alla battuta Ciro Immobile, che fa passare il pallone sotto al corpo di Consigli e la Lazio va sopra di due reti. Si fa dura per gli uomini di Iachini, che provano ad impensierire la Lazio solo al 38’, quando Bababcar sbaglia sull’ uscita a vuoto di Strakosha. Nella ripresa la Lazio chiude virtualmente la pratica: è implacabile Milinkovic, che riceve ancora una volta da Anderson e con ottima scelta di tempo di testa anticipa Acerbi ed Adjapong bucando per la terza volta il Sassuolo. I capitolini gestiscono le loro energie evitando troppa aggressività: al 55’ per un fallo su Radu, Berardi è espulso ed il Sassuolo resta pure in inferiorità numerica. Nonostante ciò al 57’ un diagonale di Adjapong è respinto da Strakosha; dopo le sostituzioni di Leiva e Lukaku viene espulso anche Marusic per una sbracciata a Rogerio e si ristabilisce la parità. La partita non ha praticamente più nulla da dire; da segnalare solo l’ingresso in campo di Nani dopo l’uscita di Immobile, prima della fine della gara.  La Lazio conclude nel migliore dei modi l’insidiosa trasferta di Reggio Emilia, dominando la gara e conquistando la decima vittoria esterna. Terzo posto e 52 punti per i biancocelesti, con Immobile che stacca Icardi e resta capocannoniere della Serie A con  23 reti. Questa affermazione perentoria infonde morale e dà un’enorme iniezione di fiducia ai giocatori laziali, impegnati a breve con degli esami davvero terribili: mercoledi il ritorno di TimCup che consentirebbe l’accesso alla finale e sabato la sfida in Campionato contro la Juve.


    


SASSUOLO  LAZIO   0–3    7’  47’ Milinkovic  30’ Immobile (r.)


SASSUOLO :Consigli, Adjapong, Acerbi, Peluso, Rogerio, Missiroli, Magnanelli (85’ Sensi), Mazzitelli, Berardi, Babacar, Politano (70’ Ragusa). All. Iachini 


LAZIO: Strakosha, Wallace, Luiz Felipe, Radu, Marusic, Leiva (60’ Parolo), Murgia, Milinkovic, Lukaku (60’ Lulic), Anderson, Immobile (82’ Nani). All Inzaghi


Arbitro Manganiello


 

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