Lazio, la Pasqua è biancoceleste. Le Pagelliadi

Dopo un primo tempo da dimenticare, la Lazio ha schiantato il Benevento nella ripresa. Immobile sempre più bomber ha firmato una doppietta. A segno anche Caceido, De Vriy, Leiva e Luis Alberto

Immobile ancora una volta protagonista

Immobile ancora una volta protagonista

Francesco Troncarelli 31 marzo 2018

8 e mezzo a Lucas 2 (quello che ride) - Nell’uovo di Pasqua biancoceleste, la Lazio ha trovato una bella sorpresa, una sonante vittoria. Dopo un primo tempo da dimenticare infatti, in cui il Benevento sembrava uno squadrone e no poca cosa e i nostri ragazzi un gruppo stanco e incapace di produrre un gioco degno di questo nome, la Mitica è “risorta” nella ripresa mandando così al tappeto i giallorossi sanniti con addirittura sei gol. Migliore in campo per abnegazione, tigna e palleggio da campione, il centrocampista brasiliano che non solo ha segnato (uno scaldabagno alla Ledesma nel derby), ma ha dato col suo esempio il la alla riscossa gagliarda. Grandissimo, fortissimo Leivisssimo!


8 a c’pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) - Una bella doppietta per il Ciro d’Italia. Con le due botte che hanno entusiasmato il popolo biancazzurro nel sabato del villaggio prefestivo, il bomber de noantri arriva a 26 reti in campionato e 36 nella stagione corrente. Che altro dire, Ciro si ‘nu babà.


8 a Cavacecio Caceido - Ce se crede che la remuntada è partita dai suoi piedi? No, non ce se crede, sarebbe come dire che Di Pietro parla italiano o che Valeria Marini è un'attrice, eppure è andata proprio così, perché il gladiatore nero che si muove come un elefante e spesso annaspa come un lumacone, con un gol da applausi (stop al volo di sinistro e tiro sempre di sinistro) ha scatenato l’inferno sul campo e sugli spalti. Uno spettacolo.


7 a Lupo Alberto - Il ciuffo biondo che fa impazzire il mondo, ha festeggiato la partita numero 50 con la maglia con l’Aquila sul petto con una prestazione di livello, facendo segnare (un pallonetto come assist per Caciedo) e segnando. Una prestazione di rigore. Assoluto.


7 a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” che non si possono vedere, il bandolero stanco ha dato sfoggio delle sue qualità, leggi tanto dribbling, una rabona e parecchi lanci, alcuni dei quali letali, come quando ha pescato Immobile nel gol in apertura che aveva illuso in una scampagnata. Giocasse sempre così, avremmo svoltato, ma spesso il “Turista per caso” che è in lui, prende il sopravvento e sono solo selfie. Come una Barbara D’Urso su Instagram.


6 e mezzo all’Olandese volante - Perentorio il suo colpo di testa che ha regalato la quaterna in uscita sulla ruota dell’Olimpico, ma anche qualche amnesia di troppo nel guidare il reparto quando gli avversari partivano in quarta. Finchè c’è comunque, è un punto fermo. Nè più né meno di Gentiloni che troppo starà ancora lì in attesa del nuovo governo. 


6+ a dillo a Parolo tuo – All’inizio si è involato, col passare del tempo si è involuto, alla fine sì è involtino. Al sugo.


6 a Nani Moretti e al Sergente – Buttati nella mischia per partecipare al trionfo. Come un leghista qualsiasi.


6 a Bastos e avanzos – Senza infamia e senza lode. Avete presente Neri Marcorè quando canta?


6 a Sergio Ramos (Gli piacerebbe) – Senza lode e senza infamia. Avete presente Fabio Fazio che intervista?


5 e mezzo a Patric del Grande Fratello – Er caciara ha tenuto fede al suo essere un casinista, tanto fumo e poco arrosto, come il suo parigrado Pif, sino a farsi uccellare da uno spiritato Lombardi che quando è partito sulla fascia in occasione del loro vantaggio sembrava Usain Bolt e lui un lavoratore stoppato sulla pensione dalla legge Fornero: non ci arrivava mai.  


5 e mezzo a Marrusic, no dormo in piedi – Il sonnambulo ha fatto il suo dovere. Ha dormito.


5 a Sylva Strakoshina – C’era una volta il portiere. Ora alla prossima assemblea di condominio al punto 3) sarà discusso: “Sostituzione del portierato con video citofono”. Hai visto mai…


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 Sabato, 31 marzo 2018


 


La Lazio si sbarazza del Benevento. All’Olimpico in occasione della trentesima giornata di Campionato è Immobile ad aprire le marcature, Cataldi e Guilherme illudono i giallorossi che vengono travolti nella ripresa per il 6-2 finale: a segno ancora Immobile, poi Caicedo, De Vrij, Leiva ed infine Luis Alberto su rigore per un successo tennistico che non concede appello. Una partita da vincere senza se e senza ma quella di oggi da parte dei biancazzurri, per sperare in un riaggancio alla Champions. Simone Inzaghi non fa turnover in vista del Salisburgo: con Lukaku, Radu e Wallace è fuori anche Lulic. Giocano Patric e Marusic mentre Luis Alberto parte arretrato per fare spazio a Felipe Anderson sulla trequarti. Invece De Zerbi arriva a Roma decimato: senza Memushaj, Lucioni, Viola ed Antei, manca pure Sagna, sostituito da Letizia in difesa. A sinistra giocherà Costa, mentre in avanti Iemmello parte titolare con Djuricic. Inizia la gara e subito l’ex Lombardi fa prendere un bel patema alla Lazio al primo affondo: il suo diagonale passa a lato di poco. Ma al 6’ Puggioni para fuori area un pallonetto di Immobile che stava per scavalcarlo e Calvarese lo espelle per aver bloccato una chiara occasione da gol. Perciò De Zerbi toglie Iemmello e il Benevento è costretto a giocare praticamente tutta la partita in 10 uomini. Ora i giallorossi si arroccano dietro per sperare di reggere: la Lazio invece prova a ragionare e non sprecare energie. Al 18’ la grande imbucata di Anderson trova Immobile che solo davanti al portiere lo trafigge con un destro rasoterra e la squadra di Inzaghi si porta avanti. Un minuto dopo però Djuricic fa fare una bella parata a Strakosha: sono le prove generali del gol degli ospiti, che arriva al 22’ con una punizione perfetta di Cataldi diretta sotto l’incrocio dei pali. La Lazio accusa e concretizza solo un  tiro al volo di Leiva al 32’ ma nulla più sino alla fine del primo tempo. Dopo il riposo Inzaghi toglie Bastos e lo rileva Caicedo, che al 50’ tira in porta troppo piano; sul capovolgimento la discesa di Lombardi trova Guilherme, che mette in rete la palla dell’insperato vantaggio giallorosso. La Lazio adesso finalmente si sveglia; l’occasione di Immobile al 58’ va alle stelle, ma un minuto dopo Luis Alberto mette Caicedo davanti al portiere che lo trafigge con un sinistro sul palo lontano. Allontanati i fantasmi la squadra biancoceleste si mette a spingere per portare a casa la partita: ancora Caicedo trova i guanti di Brignoli, ma sul corner che segue la zuccata perentoria di De Vrij concede alla Lazio l’invocato vantaggio. Passano solo 2’ e arriva pure il poker: l’errore di Djimsiti innesca Immobile che arriva davanti a Brignoli e lo supera con un rasoterra: il 4-2 rilassa tutti e consente ad Inzaghi di togliere Immobile e Parolo per dar loro un po’ di respiro. Entrano Nani e Milinkovic, ma ormai la partita non ha quasi più nulla da dire. Nani sfoga tutta la sua rabbia con una punizione che Brignoli mette in angolo, sul corner arriva anche la rete di Leiva, senz’altro il migliore dei suoi, che prende la mira e mette sotto la traversa un bel fendente imparabile. Nel finale c’è pure un rigore per l’atterramento in area di Nani: trasforma Luis Alberto spiazzando il portiere e così finisce così in goleada una partita che aveva preso una bruttissima piega. La Lazio doveva vincere: pur se con qualche difficoltà ci è riuscita e tanto basta. La squadra di Inzaghi a quota 57, sempre ad una lunghezza dall’Inter, rosicchia 2 punti alla Roma e per fortuna continua a tenere il passo, ma non sembra essere uscita dalla crisi in cui sta navigando da ormai troppo tempo. Le prossime partite saranno tutte delle battaglie e sarà dura per i biancazzurri riconquistare la brillantezza di qualche mese fa: vedremo cosa saprà fare la truppa laziale già giovedi sera al primo esame importante della stagione contro il Salisburgo.


 


LAZIO   BENEVENTO  6–2    18’ 68’ Immobile  22’ Cataldi  50’ Guilherme  59’ Caicedo  66’ De Vrij  83’ Leiva  92’ Luis Alberto (rig.)


LAZIO: Strakosha, Bastos (46’ Caicedo), De Vrij, Ramos, Marusic, Leiva, Parolo (73’ Milinkovic), Luis Alberto, Patric, Anderson, Immobile (73’ Nani).  All: Inzaghi


BENEVENTO: Puggioni, Djimsiti, Letizia (64’ Venuti), Tosca, Costa, Cataldi, Sandro, Lombardo, Guilherme, Djuricic (73’ Del Pinto), Iemmello (9’ Brignoli).  All: De Zerbi


Arbitro Calvarese

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