Lazio, pareggiotto col Real Trigoria. Le Pagelliadi

Finisce 0 -0 il derby della Capitale. Un punto a testa tra le due squadre che restano insieme al terzo posto in classifica. Bene Milinkovic e Leiva, espulso Radu e grande parata nel finale di Strakosha

La formazione biancoceleste

La formazione biancoceleste

Francesco Troncarelli 16 aprile 2018

6 e mezzo a Lucas 2 (quello che ride) – Contro quella che la stampa romana definisce “la squadra più forte del mondo” e già vincitrice della Champions, la Lazio ha giocato una buona partita, tutto orgoglio e tecnica, ma non è riuscita a concretizzare al meglio quelle tre-quattro azioni travolgenti che l’avevano portata davanti al portiere del Real Trigoria. Poi, rimasta in dieci nel finale, la inevitabile difesa alla baionetta con qualche ripartenza d’autore che le ha permesso di uscire a testa alta da un derby che tutti davano perso in partenza. Uomo simbolo della stracittadina, il brasiliano ruba palloni che nonostante alcune difficoltà iniziali ha dato il fritto e l’esempio. Avanti Lazio, non si molla, ripartiamo tutti insieme.


6 e mezzo a chiediamo se sono Felipe – Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” il bandolero stanco ha disputato un gran derby, soprattutto nel primo tempo, con tante galoppate sulla fascia, dribbling vincenti e finte a tutto spiano, non è riuscito però a dare un senso al suo gran lavoro. Un po’ come Salvini che nonostante il botto si ritrova al punto di partenza. La nota positiva è che ha messo da parte i selfie da “turista per caso”, puntando tutto sul pallone. Tornerà utile nel gran finale che ci aspetta. Come Di Battista.


6 e mezzo al Sergente – Quando all’ultimo secondo del terzo minuto abbondante di recupero, ha fatto quel pallonetto da distanza siderale, c’è stato uno sbandamento nei dirimpettai della Nord. Se quel pallone fosse entrato, il tiro galeotto di monsignor Milingo avrebbe fatto il giro del mondo e sarebbe entrato nella storia del Calcio. Così non è stato e il pareggiotto a reti inviolate ha chiuso i giochi, resta la grande prova dell’Esorciccio che con la sua fisicità e il suo palleggio ha guadagnato terreno e occasioni.


6+ a dillo a Parolo tuo – Due palle gol gettate alle ortiche e tanta corsa. Ma come ricordavano Morandi,Tozzi e Ruggeri si può dare di più e lo stacanovista biancoceleste lo sa. Provaci ancora Marco.


6+ a Lupo Alberto – Il ciuffo biondo che fa impazzire il mondo è entrato in corsa. E ha dettato subito i tempi, svegliando la squadra da un torpore che la stava intristendo. Per riscattarsi però dell’erroraccio di Salisbusrgo da adesso in poi deve fa lo stravede. Avete presente Fiorello?


6+ a Sylva Strakoshina – Una grande parata al 90 e ‘na botta de 23 subito dopo che erano anni che non si vedeva dalle parti nostre. E meno male. Di sfiga ne abbiamo piene le tasche.


6+ a Sergio Ramos (je piacerebbe) – Se pensate che questo ragazzetto giocava nella serie D brasiliana e ora è riuscito a incartarla a fenomeni acclamati dell’altra sponda (o presunti tali (del resto tutto fa Broadway da quelle parti). Aveva davanti due palloni d’oro, tre scarpe d’argento e un par de ciavatte da mare, ma è riuscito a stopparli tutti. Applausi.


6 a Lukakao Meravigliao – Sciogli le trecce e i cavalli, ballano. La freccia biancoceleste è partita in quarta e ha seminato il panico. A un certo punto ha continuato a correre a tutta callara senza pallone che si era arenato in una cunetta del campo. L’hanno fermato a ponte Milvio e gli hanno offerto un peroncino.    


6 all’Olandese volante – Un altro che si è andato a fare benedire dopo giovedì ottenendo una liberazione dal male. Ma deve insistere con l’acqua santa. Fa miracoli, quelli che non fa più lui là dietro. E i risultati si sono visti.


6 a c’ pienz tu Cirù (cit. Gomorra) – Tanto fumo e poco arrosto. Un po’ come il reggente del PD Martina, che parla, parla, ma non sa nemmeno lui come uscire dalla crisi che li ha travolti.


5 e mezzo a veni, vidi, Lulic al 71° - Anche chi ha dato tanto può perdere qualche colpo, guardate per esempio Pippo Baudo che dopo Sanremi a raffica e Domeniche in a go gò adesso è bello che cotto. Figurarsi l’Eroe del 26 maggio che di battaglie ne ha fatte e vinte a iosa. Alla prossima.


5 e mezzo a basta Bastos – Quei pochi minuti che ha giocato ha dato il massimo, poi però stava combinando una frittata delle sue quando si è fatto uccellare dal sellerone romanista che però ha mandato sulla traversa il colpo di testa. Probabilmente le uova della frittata che gli aveva preparato erano “fraciche” e l’hanno mandato in tilt.


5 e mezzo a Marussic? No dormo in piedi- Secondo voi, quando ha avuto uno dei suoi classici colpi di sonno  il Sonnambulo? Ma quando si è ritrovato a tu per tu con Allison prima di tirare, ovvio no? Dall’oroscopo di Branko la Luna consiglia: andare a letto presto per stare in forma poi e superare la stanchezza che vi attanaglia con flebo di caffeina. Buonanotte.


5- - a Innamoradu – Tu quoque Brute te ce metti…    


  Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica, 15 aprile 2018


 


Il 170simo Derby della Capitale finisce senza reti. All’Olimpico nel posticipo serale della trentaduesima giornata è solo un pareggio tra Lazio e Roma dopo una partita equilibrata ed a tratti nervosa: giusto il risultato finale di 0-0. Grandi festeggiamenti per la Roma, che arriva a questa partita dopo la storico passaggio alle semifinali ai danni del Barcellona, depressione assoluta invece per i biancocelesti, spariti in malo modo dall’Europa League a Salisburgo. Di Francesco decide ancora per il 3412 con Dzeko e Schick davanti, Simone Inzaghi invece, che toglie Basta per Marusic, tiene in ballottaggio Luis Alberto ed Anderson, propendendo alla fine per quest’ultimo. Proprio per le alterne vicende di coppa potrebbe essere un derby bollente, la tensione si fa sentire, ma la gara non è cattiva e nemmeno troppo veloce;  il primo tentativo è di Parolo, che all’8’ prova a finalizzare con un destro di controbalzo che se ne va out. Sembra meglio organizzata la squadra di Inzaghi, che prende l’iniziativa a centrocampo; la Roma è più guardinga, attende e riparte ma di azioni pericolose se ne vedono poche. Alla mezz’ora sempre Parolo riceve in area e prova un pallonetto che si spegne sul fondo, poi al 36’ arriva il palo di Peres, dimenticato da Radu e Lulic, che solo soletto riesce a tirare un forte diagonale che per poco non ha la mira giusta. Nella ripresa i biancazzurri continuano ad essrere più volenterosi nel fare giro palla; al 54’ esce Schick per Under, risponde Inzaghi con l’ingresso in campo di Luis Alberto e Lukaku, che rilevano Anderson e Lulic. Al 65’ Immobile riceve da Milinkovic e da posizione difficile tenta il colpetto con l’esterno che finisce fuori di poco. Più Lazio e poca Roma nella ripresa; i giallorossi sostituiscono anche Manolas con Florenzi proprio quando il tiro di Under termina in curva. Invece sfila a lato di poco il destro di Luis Alberto al 75’; è inevitabile la stanchezza nei minuti finali ed al 79’ per un doppio giallo è espulso Radu, così entra Bastos al posto di Immobile. Con la Lazio in 10 esce Peres per El Shaarawy ma proprio adesso la Roma rischia grosso sul contropiede innescato da Milinkovic, in cui Marusic quasi sfiora il vantaggio. Nei minuti terminali si perde ogni marcatura; ora spinge forte la Roma che a tempo scaduto è pericolosissima con Dzeko: prima salva Strakosha e poi il centravanti bosniaco colpisce la traversa a portiere battuto. Infine al 95’ un tiro da metà campo di Milinkovic, che vede fuori dai pali Alisson, sfiora la porta: sarebbe stato un colpo memorabile, ma questo è l’ultimo sussulto della partita che termina senza reti. Dopo lo 0-0 dell’Inter a Bergamo questo pari comunque accontenta tutti: sia i giallorossi che la Lazio allungano sui nerazzurri, tenendo salda per il momento la posizione Champions. E’davvero arduo però il calendario della compagine biancazzurra, che  dovrà disputare ancora sei gare complicate, Fiorentina, Torino e Crotone fuori casa, Sampdoria, Atalanta e Inter tra le mura amiche. Difficile dire cosa succederà, ma stasera i biancazzurri si sono scrollati di dosso tutta la negatività accumulata in questa settimana: un ottimo punto per ricominciare.


 


 


 


LAZIO   ROMA     0–0         


LAZIO: Strakosha, Ramos, De Vrij, Radu, Marusic, Leiva, Parolo, Milinkovic, Lulic (58’ Lukaku), Anderson (58’ Luis Alberto), Immobile (81’ Bastos).  All: Inzaghi


ROMA: Alisson, Fazio, Manolas (73’ Florenzi), Jesus, Peres (81’ El Shaarawy), De Rossi, Strootman, Kolarov, Nainggolan, Dzeko, Schick (54’ Under). All: Di Francesco


Arbitro Mazzoleni


 


 

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