La Lazio li ha fatti viola. Le Pagelliadi

Grande partita della Lazio a Firenze che ha ribaltato il risultato e battuto i viola, dimostrandosi più forte dell'ennesimo arbitraggio che la stava penalizzando. Doppietta di Luis Alberto e reti di Caceres e Anderson. Espulsi Murgia e Inzaghi

Luis Alberto calcia la punizione che gonfierà la rete viola

Luis Alberto calcia la punizione che gonfierà la rete viola

Francesco Troncarelli 19 aprile 2018

9 a Lupo Alberto – Una grande Lazio, più forte dell’arbitro, del Var e di tutte le decisioni che stavano condizionando il risultato (espulsione inesistente di Murgia, rigori negati su Leiva e per fallo di mano di Pezzella, Var applicata a piacimento su fuorigioco di Ciro, ecc.), ha stravinto a Firenze dimostrando di essere una squadra tutto cuore e orgoglio e letteralmente d’applausi. Li hanno fatti viola insomma, a tutti. Copertina d’obbligo al Ciuffo biondo che fa impazzire il mondo che con una doppietta spettacolare, ha dato prima il la alla speranza di una remuntada incredibile e poi la certezza della vittoria. Grazie Lupone, grazie Inzaghino, grazie ragazzi: siamo sempre di più con voi fino alla fine.


8 a chiedimi se sono Felipe – Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di ”Bianco, rosso e Verdone” che confondono sempre di più gli avversari, il bandolero stanco è entrato in corsa partecipando alla clamorosa e meritata rimonta e soprattutto segnando il gol che ha stoppato i soprusi perpetrati fino a quel momento riportando le squadre in parità. Obrigado “turista per caso”, te poi rifà i selfie per Instagram.


7 a buttamola in Caciaras – Aò, ce se crede che il Raz Degan biancoceleste ha gonfiato la rete? Incredibile ma vero, come l’incarico alla contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare di esploratrice per un possibile governo. E infatti il ballerino de noantri oltre a disputare un buon match nonostante gli ozi di Formello, ha avuto anche il merito di buttarla dentro. Una piacevole sorpresa insomma. Come Gaspare senza il fu Zuzzurro che ha vinto l’Isola dei Famosi.


6 e mezzo a Marussic? No dormo in piedi – Il sonnambulo s’è svejato, come er sor Marchese e come la Lazio, avvelenata per l’ennesimo scippo che stava subendo. Stavolta al dormiglione non gli si può dire niente perchè si è dato da fare con puntiglio. Come Max Pezzali, che finalmente ha parlato a “Che tempo che fa” dopo tanta tappezzeria. Che ha detto? “Buonasera a tutti”. Vabè, un po’ poco ma almeno ha fatto  capire di non essere un manichino ma lui in persona.


6 a Lukakao Meravigliao – Sciogli le trecce e i cavalli, ballano. E poi più nulla, tanto che è stato sostituito. Però se l’è sciolte bene, e questo è bastato per movimentare la fascia.


6 al Sergente – Prestazione normale da Sergeij, ma così così da monsignor Milingo, non pervenuto addirittura come sa-sa-sa prova microfono-Savic. Se fosse stato uno e trino come ai tempi belli, avrebbe spopolato. E' andato invece né più né meno come Aldo, Giovanni e Giacomo che insieme non fanno più ridere si sono separati.


6 a veni, vidi, Lulic al 71°- E' partito in quarta, ma poi è finito col dare i numeri, come Berlusconi alle consultazioni al Quirinale


6 all'Olandese volante - Normale amministrazione, ma spesso ha stentato a decollare restando a terra. Come i passeggeri dell'Atac il venerdi. Quando puntuale come una cambila, scatta lo sciopero.


6- a Lucas 2 (quello che ride) – Gli affanni del derby nella gestione della palla, si sono ripetuti al Franchi. Diciamolo, siamo franchi anche noi. Il brasiliano sta vivendo una fase di appannamento. Come Al Bano, che poteva starsene tranquillo dopo che la Lecciso se n’era andata e invece si è rituffato su Romina. N’appannamento totale.


6- a c‘ pienz tu Cirù? (cit. Gomorra) – Tanto fumo e poco arrosto. Avete presente Enrico Lucci a Nemo?


6 - a Sylva Strakoshina – Ha finito la partita stoicamente come contro i riommers, con tutti i dolori, i muscoli a pezzi, l’unghia incarnita e il raffreddore galoppante, ma l’ha finita. E questo lo aiuta a superare un giudizio che altrimenti, con tre gol sul groppone, sarebbe negativo , come quello sulle domande di Gigi Marzullo. La richiesta dei condomini di sostituzione con un citofono, viene pertanto respinta a data da destinarsi.


5 a Tiberio Murgia – Come il film che lo ha reso celebre: il solito (ig)noto.


5 a Sergio Ramos (je piacerebbe) –  Ne ha combinate di tutti i colori, causando un rigore e facendo apparire il carneade attaccante francese come il Ronaldo del Lungarno.  E ciò nonostante abbia dato tutto, figurarsi quindi se si fosse risparmiato. E’ sembrato spesso e volentieri insomma come quei concorrenti della Corrida riproposta da Carlo Conti, un dilettante allo sbaraglio. Ma senza il maestro Pregadio a correggere i suoi errori purtroppo.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Mercoledi, 18 aprile 2018


La Lazio espugna il “Franchi”. Nel turno infrasettimanale della 33sima di Campionato contro la Fiorentina i biancocelesti vanno sotto per 2 a 0 ma recuperano il doppio svantaggio nel primo tempo, dopo il terzo gol viola d’inizio ripresa ci pensano Anderson e poi Luis Alberto a portare a casa una vittoria importantissima: 3-4 il risultato finale. Dopo il dramma di Astori sono ben 19 punti in sette gare quelli racimolati dalla compagine di Pioli, che incontra la sua ex squadra con il dubbio di Thereau, che alla fine resta al palo. Simone Inzaghi invece a soli tre giorni dal pari nel derby ripresenta dall’inizio Luis Alberto, mettendo in panca Anderson, pronto a subentrare nella ripresa; per il resto nel 351 c’è Murgia al posto di Parolo e Lukaku invece di Lulic, ancora acciaccato. Già al 7’ arriva la prima emozione della partita: un errore tra Pezzella e Sportiello fa arrivare la palla ad Immobile, che prova a calciare in porta ma trova i guantoni del portiere che respinge fuori area. Sportiello è espulso dall’arbitro e la Fiorentina va subito in inferiorità. Però i viola sono pericolosi con Chiesa, che prima tenta la conclusione e poco dopo in contropiede cade in terra mentre spinge Murgia. Damato abbocca, espellendo il laziale senza voler ricorrere al Var e così si ristabilisce la parità numerica. Dal calcio di punizione seguente Veretout sigla l’1-0 con una punizione precisa di destro. Al 18’ Pezzella salva sulla linea il tiro di De Vrij, che poi lascia il campo per fare spazio ad Anderson, subito pericoloso in fraseggio con Immobile. La Lazio passa alla difesa a 4 che però fa acqua, lasciando spazi enormi a Simeone e Chiesa. Infatti alla mezz’ora Luis Felipe in ritardo atterra ingenuamente Biraghi in area e Damato decreta il rigore: Veretout non fallisce spiazzando Strakosha ed è 2-0. Inzaghi è espulso per proteste al 36’ dopo un intervento in area molto dubbio su Leiva e poco dopo su punizione dal limite Luis Alberto accorcia con un tiro a girare bellissimo. A tempo scaduto arriva pure il pari: Caceres su calcio d’angolo colpisce più in alto di tutti e regala ai suoi l’inzuccata del meritato 2-2. Col gol finisce pure un primo tempo strano, incredibile, emozionante, che vede la Lazio rammaricarsi per il trattamento ostile dell’arbitro. Nella ripresa ricomincia in avanti la squadra di Inzaghi, che però rischia grosso sugli incroci delle punte viola; da un errore di Leiva al 53’ la palla finisce a Veretout, che dribbla in area, tira ad incrociare e batte di nuovo Strakosha. Al 60’ Pezzella ostacola Immobile appena giunto in aera e l’arbitro decreta il calcio di rigore, ma il Var segnala un fuori gioco precedente e tutto resta immutato. Il tiro di Simeone al 68’ è stoppato da Strakosha, ma al 70’ Anderson trova il jolly che ristabilisce gli equilibri: il suo destro dai 18 metri a fil di palo è imparabile e la Lazio fa 3-3. Ma i biancazzurri non si fermano, perche al 73’ Luis Alberto porta i suoi avanti con un tocco preciso sotto porta su assist di Marusic. Ancora un tiro di Luis Alberto all’ 80’ poteva avere miglior sorte, poi si assiste a qualche tentativo della Fiorentina, che non ne ha più ma ci prova ancora con la forza della disperazione. La Lazio perde tempo, gli avversari si innervosiscono, sopraggiunge qualche scaramuccia ma poi arriva il fischio finale di Damato che sancisce la splendida affermazione biancazzurra. Una prova di grande orgoglio, una squadra che oggi merita la vittoria anche contro un arbitro scadente, che aveva guastato la  partita con decisioni scombinate. I biancazzurri a quota 64 sono sempre al terzo posto, ex aequo con la Roma e tengono per il momento lontana l’Inter di una lunghezza. Ancora il cammino è lungo ma questa Lazio che non muore mai merita la Champions


 


    


FIORENTINA  LAZIO   3–4  15' 30’(r) 53’ Veretout    39’ 73’ Luis Alberto  46’ Caceres  70’  Anderson


FIORENTINA: Sportiello Milenkovic, Pezzella, Hugo, Biraghi, Veretout, Chiesa, Eysseric (8’ Dragowski), Dabo, Dias (78’ Saponara), Simeone (70’ Falcinelli).  All. Pioli


LAZIO: Strakosha, Luis Felipe, De Vrij (25’ Anderson), Caceres, Marusic, Leiva, Murgia, Milinkovic, Lukaku (73’ Lulic), Luis Alberto, Immobile (86’ Caicedo). All Inzaghi  


Arbitro Damato


 

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