La Lazio ha matato il Toro. Le Pagelliadi

La banda Inzaghi colpisce ancora, tocca al Torino soccombere. Milnikovic è il matador dei granata mentre Luis Alberto ha sbagliato un rigore, Immobile e Radu infortunati. Inter distanziata in classifica

L'imperioso colpo di testa di Milinkovic

L'imperioso colpo di testa di Milinkovic

Francesco Troncarelli 30 aprile 2018

8 e mezzo al Sergente – Nonostante un rigore sbagliato, tante occasioni sciupate e soprattutto due infortuni eccellenti, l’Aquila ha matato il Toro continuando così il suo volo verso la Champions. Sembrava una partita segnata, “da Lazio”, per la sfiga cosmica in agguato su ogni pallone, ma la forza della ragione e quindi della Prima squadra della Capitale è prevalsa, rimettendo così ogni cosa al suo posto. E alla fine si è vinto con merito. Copertina al Sergente che con un gran colpo di testa (undicesima rete) ha gonfiato la porta granata facendo sognare la gente biancoceleste. Avanti Lazio non si molla!


8 a Lucas 2 (quello vero) – E chi lo Leiva più dal campo. Sto capoccione dal capello alla Libera e bella è proprio forte. A un certo punto si è messo a smistare palle a destra e a manca che neanche Cicciolina dei tempi d’oro. Stratosferico.


7+ a veni, vidi, Lulic al 71° - Quando a metà del primo tempo ha fatto un tunnel a De Silvestri, lui coi piedi fucilati che se ritrova, molti hanno avuto uno sbandamento: c’è chi ha cappottato sulla poltrona, chi s’è preso a pizzicotti sulle guance per capire se fosse sveglio, chi ha telefonato a un amico per chiedere se l’avesse visto anche lui o si trattava di visione mistica. Ecco, in quel tunnel riuscito, c’era tutta la tigna dell’Eroe del 26 maggio che non si vuole arrendere e vuole vincere anche contro i gufi dell’altra sponda. Tiè.


7 a Innamoradu – Battiamo le mani ai veri laziali, anche e specialmente quando si fanno male e non riescono a continuare la loro missione. Daje Stefan siamo con te.


7 a Sergio Ramos  (je piacerebbe) – Palla al piede e testa alta come un campione, pur venendo dalla serie D brasiliana e pur dovendo mangiare ancora tante pagnotte per diventare qualcuno. Né più né meno di Federico Russo che comunque je l’ammolla e che infatti sarà ora all’Eurosong Contest.


7 all’Olandese volante – Puntuale come una cambiale non ha fatto muovere il Gallo. E in qualche occasione lo ha pure ridicolizzato facendogli fare coccodè. 


6 e mezzo a Sylva Strakoshina – Gli hanno fatto un solo tiro (De Silvestri, ex lazialotto tarantolato) e gli ha detto no. Come Di Maio a Berlusconi.


6+ a buttamola in Caciaras – E’ entrato in corsa e con tutte le gambe da cavallerizzo che er Raz Degan de noantri se ritrova, ha continuato a correre. E farli correre. Na corriera insomma, come quella per andare alle Terme di Tivoli.


6 + a Marussic? No dormo in piedi -  Tanto fumo e un po’ d’arrosto. Come Amedeo Minghi a Ballando con le stelle.


6 a Cavaciecio Caceido -  Certo passare da Immobile (forza Ciro ti aspettiamo per lo sprint finale) ar Pantera dei poveracci è come passare da Vittorio Gassman a Bombolo, eppure il gladiatore nero tra palloni gettati alle ortiche e discese ardite alla Battisti qualche spunto l’ha fatto vedere. Basterà per tenere a galla la baracca? Ai posteri perché adesso come adesso siamo ancora ai poster. Quelli della compagna su Instagram. 


6- a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) -  Quel gol in apertura che s’è mangiato come un Pannella di una volta dopo uno dei suoi soliti digiuni, aveva fatto capire quale fosse l’andazzo del match. Poi il matador della Juve in Supercoppa si è ripreso, macinando chilometri e assestando qualche colpo d’autore. Provaci ancora aquilotto ma come si diceva per le feste di quelli che non volevano cacciare una lira per il buffet: vieni magnato.


5 a Lupo Alberto  - Dice il poeta che non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore, chiacchiere. Molto meglio se lo segni, altro che storie. Con quell’errore maldestro ce la stavamo prendendo N’Koulu e siamo sicuri allora che il poeta avrebbe scritto ancora quella frescaccia? Insomma per il ciuffo biondo che fa impazzire il mondo è stata una serata no. Come Fazio quando ha intervistato Renzi: non è riuscito a fargli una domanda.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Lunedi, 11 dicembre 2017


La Lazio uccide il Toro. Allo “Stadio Olimpico Grande Torino” nel posticipo serale un gol di Milinkovic nella ripresa è sufficiente a battere i granata: 0-1 il risultato finale con Luis Alberto che sbaglia anche un calcio di rigore. Per la 35 sima giornata in palio tre punti fondamentali per la Champions biancazzurra: Inzaghi senza Parolo decide per l’inserimento di Murgia in mezzo al campo, con Marusic e Lulic sulle fasce per un 3511. Invece Mazzarri, che può disporre di De Silvestri e Baselli, perde Ansaldi per squalifica oltre ad Obi e Barreca: 3421 per i torinisti senza Falque ma con Edera a sostegno di  Belotti. La Lazio comincia con grande intensità: Murgia si mangia l’1-0 dopo nemmeno 30’’ perche Sirigu gli si oppone come può, poi esce il Toro; il tiro di Ljajic al 7’ finisce fuori di molto, poco dopo il gran sinistro di De Silvestri è respinto da Strakosha. Al 14’ si stira Immobile, che è costretto a lasciare  per Caicedo, ma al 20’ arriva il rigore per il duplice intervento di Sirigu e N’Koulou su Milinkovic: va alla battuta Luis Alberto che calcia piano e si fa parare il tiro. Tutto da rifare per la Lazio, che al 31’ ci prova col piatto di Leiva respinto da Moretti e poi, poco prima del termine, anche con Milinkovic il cui destro a giro va di poco fuori. Nel secondo tempo Radu, anch’esso in precarie condizioni muscolari, è costretto a mollare per Caceres, ma intanto la Lazio ricomincia come nel primo tempo all’arrembaggio: al 55’ sul tiro forte ma centrale di Leiva Sirigu respinge in corner, ma proprio sull’angolo seguente Milinkovic salta piu in alto di tutti e butta dentro di forza il meritato vantaggio laziale. Proprio dopo la sostituzione di Edera con Falque il cucchiaio di Caicedo non colpisce il bersaglio per pochissimo, ma ora il Torino prova a ripartire con maggior vigore, senza però essere pungente. Invece ancora il tiro di Caicedo al 70’ trova i piedi di Sirigu, poi quello di Milinkovic va out.  Al 75’ esce Rincon per Niang, col Toro che adesso prova il tutto per tutto con 4 punte, risponde Inzaghi con Lukaku che rileva un Luis Alberto non in grande condizione. All’ 83’ la sponda di Leiva è per Milinkovic che al volo si divora il raddoppio calciando a lato davanti alla porta. La stanchezza prende il sopravvento: la Lazio si chiude a riccio per resistere e difendere il preziosissimo gol di vantaggio, il Torino trova pochi varchi e non è mai pericoloso. Addirittura Murgia arriva troppo sbilanciato sotto porta e fallisce il gol quasi allo scadere, ma dopo 4’ di recupero arriva la vittoria della Lazio, che si porta a casa un risultato troppo importante. Ventunesimo successo per la truppa di Inzaghi, che nonostante abbia sciupato un rigore nel primo tempo merita questa affermazione di misura, dimostrando di saper ancora lottare sia fisicamente che mentalmente. Sono diventati 70 i punti per i biancocelesti, che allontanano di ben 4 lunghezze l’Inter, sconfitto in casa dalla Juve. Saranno comunque 270’ di grande concitazione: la squadra di Inzaghi andrà a Crotone poi ci sarà il big match contro l’Inter ma intanto all’Olimpico la prossima domenica è di scena l’Atalanta. Ci sarà da soffrire.


     


TORINO LAZIO   0–1   56’ Milinkovic


 


TORINO: Sirigu, Nkoulou, Burdisso, Moretti, De Silvestri, Rincón (75’ Niang), Baselli, Molinaro, Ljajic, Edera (62’Falque), Belotti. All.: Mazzarri.


LAZIO: Strakosha, Felipe, De Vrij, Radu (46’ Caceres), Marusic, Leiva, Murgia, Milinkovic, Lulic, Luis Alberto (77’ Lukaku), Immobile(14’ Caicedo). All Inzaghi  


Arbitro Irrati


 


 


 

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