Lazio, non mollare. Le Pagelliadi

La Lazio ha pareggiato con l'Atalanta rallentando così la sua corsa per la Champions. Grande tifo sugli spalti in un Olimpico tinto di biancoceleste. Strakosha protagonista con Caicedo in gol. Infortunio per Luis Alberto

Ancora un gol del Panterone

Ancora un gol del Panterone

Francesco Troncarelli 6 maggio 2018

8 +  a Sylva Strakoshina – Nonostante il grande tifo di un Olimpico stracolmo e passionale, la Lazio non è andata oltre un pareggio contro la sua bestia nera storica, un Atalanta messa ben in campo e apparsa più fresca dal primo all’ultimo minuto. I ragazzi di Inzaghi infatti sono sembrati stanchi, non solo fisicamente, anche se hanno dato tutto come sempre, lottando col coltello fra i denti ma i muscoli a pezzi. Copertina d’obbligo al portierone che soprattutto nel secondo tempo ha sfoderato una serie di interventi veramente da “numero uno” impedendo così che un pareggio combattuto finisse in un’amara batosta. Forza ragazzi, mancano 180 minuti, non si molla. Siamo con voi.   


7 a Cavacecio Caicedo – Ha un gran merito, quello di aver ribattuto con un piattone da Pantera dell’area il gol assassino in contropiede dei bergamaschi, che aveva mandato tutti subito in depressione. E scusate se è poco. Applausi.


7 a veni, vidi, Lulic al 71° - Quando per la seconda domenica consecutiva si è esibito nuovamente con quello che sta diventando il suo pezzo forte, leggi tunnel da fenomeno (a sto giro è toccato al Crisantemo) molti hanno sperato che si ripetesse l’impresa e quindi la vittoria. Ma purtroppo avevano fatto i conti senza l’oste, come Grillo con Berlusconi e tutto è rimasto come era. Come coi tentativi di fare un governo. 


6 e mezzo all’Olandese volante  e a Bastos e avanzos – Nel serrate finale c’hanno messo più di una pezza. Aò, sembrava un tiro a segno del Luneur, co’ sti atalantini che sparavano a raffica per vincere la bambolina ma loro, con la forza della disperazione ma anche la volontà di resistere da difensori veri, hanno detto no. Come Mattarella a Di Maio e Salvini.


6 + a Lupo Alberto – Ma tu guarda che sfiga. Sul più bello s’è rotto. Come Vittorio Sgarbi quando è sbottato con Andrea Scanzi. Ed è dovuto uscire lasciando i compagni orfani delle sue giocate prelibate. Provaci ancora ciuffo biondo che fai impazzire il mondo, abbiamo bisogno di te.


6+ a chiedimi se sono Felipe – Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e con quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco. Rosso e Verdone” che a questo punto non si capisce più a cosa servono visto che non spiazza più gli avversari come prima, il bandolero stanco nonostante le sue sgroppate sulla fascia e i dribbling a tutto campo, non è riuscito mai a impensierire l’ex Striscia la Berisha. Infatti non solo non ha mai fatto un tiro in porta, ma spesso e volentieri dopo una miriade di finte si è marcato da solo sciupando occasioni a go gò. Prigioniero di se stesso insomma, né più né meno di Renzi, è risultato alla lunga un Narciso innamorato del suo gioco. Come Renzi appunto.


6 a Lucas 2 (quello vero) -  Se un combattente come lui si è trovato in più di una circostanza a tirare il fiato, allora c’è da stare preoccupati. Come per il ritorno al cinema della coppia Boldi e De Sica. Una minestra riscaldata.


6 al Sergente – Prezioso ma anche lezioso come Esorciccio, lentone come Sergeij, a tratti come sa-sa-Savic-prova microfono. Praticamente non più uno e trino come Aldo, Giovani e Giacomo che si sono sciolti perché non facevano più ridere.


6- a Lukakau Meravigliao – All’inizio si è involato, poi col passare del tempo si è involuto. E’ finito involtino, ma senza sugo.


5 e mezzo a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) – Un grande avvenire dietro le spalle. Come Vaporidis che è sparito.


5 a buttiamola in Caciaras – Tanto fumo e poco arrosto per il Raz Degan de noantri biancazzurri. Avete presente Costantino della Gherardesca a The Voice? No. Non fa niente, tanto…


5 a Marussic? No dormo in piedi – L’apporto del sonnambulo alla partita è stato come quello di Gigi Marzullo al programma di Fazio. Inesistente.


5 - a Sergio Ramos (gli piacerebbe) -  Bruciato subito in avvio in occasione del gol, con i suoi interventi in affanno si è via via dato fuoco da solo rischiando pure l’espulsione. Da bonzo a Oronzo il passo poteva essere breve e quindi è stato sostituito. Sipario.   


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica, 6 maggio 2018


 


Pari all'Olimpico tra Lazio ed Atalanta. Nella gara pomeridiana valida per la 36sima giornata i padroni di casa vanno sotto in apertura grazie ad una rete di Barrow, recuperata sempre nel primo tempo da Caicedo, che fissa il punteggio finale sull’1-1. Terzultima di Campionato importantissima sia per i biancocelesti che per gli orobici, che si giocano l'accesso alla Champions ed in Europa League. La Lazio patisce un assenza per ogni reparto: infatti mancherano Radu, Parolo ed Immobile. Senza tre elementi fondamentali Inzaghi si gioca la partita con  Caceres, Murgia e Caicedo, decidendo per  Luis Alberto sulla trequarti, con Anderson pronto a subentrare. Gasperini, oltre che Spinazzola e Petagna, è anche senza lo squalificato Caldara; Palomino è preferito a Mancini, Ilicic parte dalla panchina, gioca al suo posto Barrow. Stadio delle grandi occasioni: anche la Sud è aperta con oltre 45.000 spettatori che subiscono una doccia freddissima dopo nemmeno 2’ di gioco. E’ proprio il giovane Barrow da posizione centrale ad andare a segno su assist di De Roon con la difesa biancazzurra colpevolmente complice. Con la partita subito in salita la squadra biancazzurra subisce ancora: in ripartenza e dopo una serie di svarioni arriva l’opportunità anche per Gomez, che in mezza girata di destro colpisce il palo a Strakosha battuto. Ritmi elevati e rapidi capovolgimenti per una gara piacevole in cui però l’Atalanta non rischia niente e Lazio sembra in grave difficoltà. I biancazzurri subiscono la pressione ospite, che con Gosens e De Roon coprono alla perfezione le fasce e hanno sempre la superiorità a centrocampo. Nel momento peggiore laziale però arriva il pari, grazie a Luis Alberto che mette al centro per Caicedo che si fa trovare pronto alla deviazione sotto porta dell’1-1. Al 27’ l’inzuccata potentissima di Caicedo va alta di un soffio; lo stadio s’infiamma e la Lazio riprende ritmo e vigore, ma al 35’ si fa male Luis Alberto ed è il turno di  Anderson. Nella ripresa arriva immediato un gran destro di De Vrij, di poco alto, poi anche quello di Leiva che ha la stessa sorte. Gasperini toglie Barrow per Ilicic, poco dopo Inzaghi sostituisce Luis Felipe con Bastos; i ritmi si abbassano un po’, l’Atalanta fa un buon giro palla, la Lazio cerca di attaccare ma pare troppo stanca. Al 66’ Strakosha è miracoloso sul tiro a botta sicura di Freuler, il cambio Caicedo-Lukaku è l’ultima mossa di Inzaghi, che regala però alla Lazio un attacco spuntato e concede grande spazio agli ospiti. Nell’ultimo quarto d’ora infatti escono bene i nerazzurri: su Ilicic è bravo Strakosha, poi è Bastos a salvare quasi sulla linea all’82’, ancora all’85’ un altro miracolo di Strakosha nega la vittoria all’Atalanta. La Lazio non cerca di attaccare, invece si rintana nella sua area ormai senza energie, provando a resistere agli ultimi assalti nerazzurri. Il colpo di testa di Palomino a tempo abbondantemente scaduto legittima la buona prestazione della squadra di Gasperini, che oggi ha giocato senz’altro meglio della squadra biancoceleste: il pari finale va stretto all’Atalanta. E così dopo un ciclo di otto risultati utili di fila per la Lazio arriva la battuta d’arresto, purtroppo giunta in una gara fondamentale. E adesso diventa tutto più difficile, visto che la squadra di Inzaghi che pare non avere più birra nelle gambe sarà costretta a far risultato a Crotone, sconfitto oggi dal Chievo e l’ultima giornata contro l’Inter sarà una vera battaglia. Ci sarà da soffrire fino in fondo, ma del resto i biancazzurri a questo sono abituati.


  


LAZIO   ATALANTA  1-1       2’ Barrow 24’ Caicedo


LAZIO: Strakosha, Felipe (55’ Bastos), De Vrij, Caceres, Marusic, Leiva, Murgia, Milinkovic, Lulic, Luis Alberto (37’ Anderson), Caicedo (68’ Lukaku).  All: Inzaghi


ATALANTA: Berisha, Toloi, Palomino, Masiello, Castagne (71’ Hateboer), De Roon, Freuler, Gosens, Cristante,  Gomez, Barrow (51’ Ilicic). All. Gasperini
Arbitro Banti


 

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