Lazio, è tutto rinviato. Le Pagelliadi

Finisce 2 a 2 tra Crotone e Lazio e ai biancocelesti sfugge l'occasione di poter centrare la Champions con una giornata di anticipo. Lulic su rigore e Milinkovic nel finale i marcatori, a intermittenza Anderson male Caicedo

Il gol di Lulic

Il gol di Lulic

Francesco Troncarelli 13 maggio 2018

7 a veni, vidi, Lulic al 71° - Pareggiando a Crotone, la Lazio ha sciupato la grande occasione di mettere la parola fine alla sua corsa verso la Champions con una giornata d’anticipo. Bisognava vincere assolutamente per chiudere i giochi e prendersi sul campo quello che Var e compagni di merende ci hanno tolto, e invece si è pareggiato malamente. Ora ci sarà da soffrire sino all’ultimo, come da storia ultracentenaria peraltro. La partita? Brutta, con troppi giocatori stanchi e assenti ingiustificati, sono pochi infatti quelli che si salvano dal passo falso compiuto. Tra questi sicuramente l’eroe del 26 maggio, che non solo s’è presa la responsabilità, con quei piedi, di calciare il rigore, ma ha anche cercato di dare il fritto sempre e a prescindere. Come farà il popolo laziale sugli spalti domenica prossima.


6 e mezzo all’Olandese volante – Il gol che ha salvato sulla linea al di là della beffa che ha evitato, ha un valore immenso nella settimana delle polemiche che l’hanno visto protagonista. Adesso per chiudere in bellezza, un bella rete di testa (sua specialità) all’Inter. Da professionista vero che se n’è andato a parametro zero e che buscherà ‘na cifra in casa nerazzurra. Dai facci vedere chi sei. 


6+ al Sergente – Intendiamoci, è stato fra i grandi assenti del match, ma almeno ha piazzato il sigillo con cui ha evitato l’umiliazione in terra calabra. Certo se ci fosse il Paperone che offrisse ‘na piotta de euro per accattarselo, sarebbe da fargli ponti d’oro.


6 a Lucas 2 (quello vero) – Ha tirato la carretta dall’inizio del torneo, ora sta tirando il fiato. Non proprio cotto come Bruno Vespa, ma quasi. Su bello de casa, l’ultimo sforzo e poi tutti al mare.


6 a buttamola in Caciaras – Se il Raz Degan de noantri che è entrato in corsa è sembrato comunque più in palla di quelli che erano i titolari, qualcosa che non è andata per il verso giusto è lampante. Come l’accoppiata Salvini-Di Maio in pole position per il nuovo governo.


5 e mezzo a Sylva Strakoshina - Due tiri due gol, in perfetta media Carrizzo.


5 e mezzo a Patric del Grande Fratello – Toh, chi si rivede, il biondo  dalla zazzera alla Libera e bella. Desaparecido da tempo negli scantinati di Formello è stato buttato nella mischia in un estremo tentativo di svegliare i compagni. Ma per svegliarli ci sarebbe voluto un miracolo. Tipo quello che ha avuto Berlusconi con la riabilitazione.


5 + a chiedimi se sono Felipe – Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone” che ormai gli fanno da zavorra e lo confondono ancora di più, il bandolero stanco è entrato in campo tutto sudato ancora prima di toccare un pallone. Cioè era già stanco ancor prima di iniziare e così la sua performance è stata tutto un vorrei ma non posso ad alto livello che l’ha confermato come il grande incompiuto del calcio fra scapoli e ammogliati. Un trionfo insomma che lo proietterà ospite d’onore  nelle partitelle sulla spiaggia del Tibidabo quando caliente el sol. Immenso.


5+ a Basta così – Appunto, basta così.


5 a Tiberio Murgia (Ferribotte dei Soliti ignoti) – Un grande avvenire dietro le spalle. Né più né meno di Gianni Garko che è sparito.


5 a Innamoradu – Spesso ha cercato di non far rimpiangere Ciro il Grande, ma c’è riuscito soprattutto  in occasione del gol del pareggio degli avversari: lì si che era Immobile.


5 a Bravehart Wallace – Loro andavano a mille, come le Frecce di Trenitalia, lui flemmatico più che mai sembrava l’accellerato Roma-Viterbo da piazzale Flaminio, una storia infinita.


4 a Nani Moretti – S’annamo a divertì Nanì, Nanì. Ma quando? L’anno del poi, il mese del mai.


3 a Cavacecio Caicedo – Lui e il pallone due mondi diversi, come l’italiano per Luca Giurato e le buone maniere per Vittorio Sgarbi. Pachidermico come un elefante del Circo Orfei, imbalsamato come le statue di cera di madame Tussaud e impacciato come Fantozzi davanti alla signorina Silvani, il panterone si è superato quando si è trovato a tu per tu con Cordaz. No si sa cosa volesse fare, se un pallonetto, una briscola o una spaghettata, l’occasione del resto era ghiotta e perciò se l’è magnata come Pannella davanti a una bistecca dopo uno dei suoi lunghi digiuni. Una cosa incredibile ed imbarazzante che persino Enrico Toti, il mitico bersagliere che aveva una gamba solo, avrebbe risolto al meglio. Sipario.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 domenica, 13 maggio 2018


Per la Lazio arriva solo un pari contro il Crotone. Nella penultima di Campionato all’ “Ezio Scida” nel primo tempo Lulic trasforma un rigore, Simy ristabilisce le distanze, addirittura nella ripresa arriva la rete del vantaggio calabrese di Ceccherini, mentre il gol del pareggio di Milinkovic quasi allo scadere fissa il risultato sull’1-1, dopo una gara sofferta e mal giocata dai biancazzurri. Inzaghi senza Parolo, Luis Alberto ed Immobile, schiera Murgia, Anderson e Caicedo; inoltre Wallace è preferito a Luis Felipe, mentre dall’inizio in difesa c’è Basta. Zenga  invece senza gli indisponibili Benali e Budimir mette in campo Nalini davanti, con Simy a coadiuvarlo. Partita decisiva sia per i biancocelesti che per la squadra calabrese: terribile incrocio salvezza-Champions. Il successo consentirebbe agli uomini di Inzaghi di assicurarsi in anticipo l’Europa che conta, i rossoblu invece sono assetati di punti per garantirsi la permanenza in A. Con queste prospettive si apre una gara difficile, su un campo ostile e con un caldo opprimente. La Lazio non prova ad accelerare i ritmi, cerca invece di tenere a bada gli avversari: al 12’ il primo tiro è di Milinkovic, che si coordina e sfiora il palo. E’ il 17’ ed arriva un pestone di Ceccherini in area ai danni di Lulic: Mazzoleni è deciso e decreta il rigore. Dopo le grandi proteste calabresi va alla battuta lo stesso Lulic, che a fil di palo riesce a mettere in porta la rete del vantaggio laziale. Al 26’ un rasoterra di Nalini si spegne sul fondo passando lungo tutta la linea di porta, ma poco dopo il cross di Martella dalla sinistra finisce sulla testa di Simy, che anticipa Radu e non perdona, pareggiando le sorti dell’incontro. E si riparte sull’1-1, con una Lazio sempre abbastanza compassata, senza l’apporto di Milinkovic ed Anderson, oggi davvero a mezzo servizio. Al 40’ Caicedo, imbeccato da Anderson si divora a tu per tu con Cordaz la rete del vantaggio, sparando maldestramente sul portiere rossoblu in uscita; poi c’è il tiro di Milinkovic, parato in corner ed il sinistro di Leiva, con la Lazio che finisce in avanti il primo tempo. Nella ripresa subito Caicedo di testa centra la traversa raccogliendo un calcio di punizione dalla trequarti, poi Inzaghi decide per un doppio cambio: dentro Patric e Caceres per Murgia e Radu. Proprio Patric va alla conclusione troppo telefonata e Cordaz para. Zenga risponde con l’inserimento di Stoian, proprio quando dagli sviluppi di una punizione, Ceccherini anticipa tutti in area e con un tocchetto malefico manda in tilt tutta la difesa laziale e ribalta il risultato. Ora Inzaghi toglie Basta per Nani, passa al 4231 tentando il tutto per tutto ma rischia di beccare il terzo gol: un De Vrij provvidenziale salva sulla linea sul tiro di Rohden. Il tiro di Milinkovic al 73’ va fuori, ma all’83’ il serbo trova la porta: la mezza girata in area vale il pareggio laziale. Ora qualcosa di più i biancocelesti provano a mostrarla; sempre Milinkovic di testa impegna Cordaz ed infine a tempo praticamente quasi scaduto Caicedo spara fuori e finisce qui. E’ un mezzo suicidio per i biancazzurri, generato delle assenze pesanti ma anche da una forma fisica che ormai si è andata far benedire. L’Inter aveva praticamente lasciato la Champions ai biancocelesti su un piatto d’argento con la sconfitta interna, ma la Lazio è riuscita lo stesso a complicarsi la vita: peccato perché i tifosi capitolini avrebbero meritato una spensierata passerella all’ultima giornata ed invece dovranno soffrire ancora sino all’ultimo. Domenica prossima arriverà la resa dei conti per dare un senso a questa che resterà ugualmente una splendida stagione laziale: contro l’Inter saranno 90’ per gioire o per accontentarsi di un posto in Europa League.  


CROTONE  LAZIO  2–2     17’ Lulic (r) 29’ Simy  60’ Ceccherini 83’ Milinkovic 


CROTONE: Cordaz, Sampirisi, Ceccherini, Capuano, Martella, Barberis (88’ Ricci), Mandragora, Rohden, Faraoni (58’ Stoian),  Simy, Nalini (73’ Trotta). All: Zenga
LAZIO: Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu (55’ Caceres), Basta (65’ Nani), Murgia (55’ Patric), Leiva, Milinkovic, Lulic, Anderson, Caicedo. All Inzaghi 


Arbitro Mazzoleni

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