Joan Baez annuncia il ritiro e inizia l'ultimo tour

La folksinger americana presenta il nuovo album e chiude con la musica. E' stata un'icona per generazioni per il suo impegno civile. La storia con Bob Dylan e i suoi successi

Joan Baez

Joan Baez

Francesco Troncarelli 27 febbraio 2018

Non si ferma più la corsa all’abbandono del palcoscenico. Il 2018 si conferma l’anno degli addii. Dopo Paul Simon, Elton John, Ozzy Osbourne e Neil Diamond è la volta di Joan Baez a dire stop. La cantautrice americana protagonista di una stagione importante e irripetibile della musica internazionale ha annunciato infatti, a sorpresa, l’uscita dalle scene.


La sua carriera terminerà ufficialmente quest’anno, con un addio preceduto dalla pubblicazione di un nuovo album, "Whistle Down The Wind"  in uscita il 2 marzo, cui seguirà il tour denominato "Fare Thee Well" che toccherà anche l’Italia con quattro date estive: 5 agosto Verona, 6 Roma, 8 Udine e 9 Bra.


Sarà l'ultima occasione per ascoltare  questa artista simbolo della canzone di protesta degli anni Sessanta, figura carismatica per generazioni e che ha conservato nel tempo la passione civile e gli ideali di una giovinezza anticonformista e contro ogni sopruso.


E’ stato un personaggio amato e applaudito ovunque ed è difficile, come peraltro per gli artisti che hanno annunciato il loro ritiro, accettare la sua volontà di allontanarsi dalla musica, di interrompere il dialogo con il pubblico e smettere di offrirsi agli altri con le sue canzoni che hanno regalato emozioni indimenticabili.


Musa e compagna di Bob Dylan, soprannominata “l’usignolo di Woodstock” dopo la sua performance al celebre festival rock del 69, Joan Baez ha attraversato oltre 50 anni di storia americana durante i quali ha marciato in prima linea nel movimento per i diritti civili e portando nel mondo un messaggio pacifista e contro ogni discriminazione. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Lifetime Achievement Award della Recording Academy e il premio Ambassador of Conscience di Amnesty International


Fra i suoi brani più celebri ci sono " Diamond & Rust", "Farewell Angelina", "Sweet Sir Galahad”, "Joe Hill", ha fatto conoscere al mondo grazie alla sua interpretazione, il brano di Gianni Morandi "C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones" e  “We shell over ” che gli studenti americani cantavano insieme a lei ai tempi della guerra nel Vietnam.


E poi c’è quel pezzo tratto dalla colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo scritto da Ennio Morricone diventato famosissimo. L' "Here's to you, Nicola and Bart" che tutti hanno cantato nel corso degli anni Settanta è l’incipit di una piccola strofa (Here's to you Nicola and Bart/ Rest forever here in our hearts/ The last and final moment is yours/ That agony is your triumph!) che ha fatto veramente il giro del mondo divenendo uno dei simboli di quella tragica vicenda e in un certo senso una sorta di inno manifesto contro le ingiustizie.


Tanta musica, tanto impegno, tanta passione ed ora alla soglia dei 77 anni portati con saggezza e intelligenza, il momento di fermarsi dovuto esclusivamente a problemi con la voce, con le corde vocali, che come lei stessa ha dichiarato “sono diventate più difficili da governare e questo rende il canto faticoso”.


Adesso però c’è l’ultimo tour e l’ultimo disco che l’attendono. "Whistle down the wind" arriva dopo dieci anni di silenzio ed è un album di cover e brani inediti con interpretazioni di brani scritti da Tom Waits, Josh Ritter, Anohni, Joe Henry, Eliza Gilkyson, Mary Chapin Carpenter, Tim Eriksen. Le canzoni di questo album riflettono sla sua personalità, la sua età, ciò che ha passato e ciò che fa in questo periodo della sua vita. Una sorta di bilancio di un’esistenza vissuta da protagonista fra la gente con la sua musica e a favore delle minoranze con le sue battaglie. Una vita da artista che in questo momento la sta spingendo a dedicarsi verso un’altra dimensione dell’arte, la pittura. E nella quale come sempre, darà tutta se stessa.


 


 


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