Sharon Stone, 60 anni senza trucco

La diva americana ha festeggiato il compleanno in famiglia. Dal successo mondiale di Basic Instinct alla rinascita dopo la malattia. La storia della nuova Marilyn

Sharon Stone

Sharon Stone

Francesco Troncarelli 10 marzo 2018

Palloncini colorati regalati dai figli e foto senza trucco. Sharon Stone ha festeggiato i 60 anni in anticipo dimostrando anche con un’istantanea più da casalinga americana che star del cinema pubblicata sui social, di non aver perso un briciolo del suo fascino.


L’ultima diva di Hollywood al traguardo dei sessanta, si svela pubblicamente nel suo privato, senza nessuna paura di mostrare il tempo che passa. Anche perché sembra proprio che su di lei, non lasci il segno. Tanto che il prestigioso New York Times ha colto l’anticipo dell’anniversario, per dedicarle un articolo con una foto più in linea col suo personaggio di intramontabile sex symbol, perché la immortala in lingerie.


Ha sessant’anni la Stone, ma è sempre bella, e l’età non solo non le pesa, ma sfidando la scaramanzia che nell’ambiente dello spettacolo è altissima, ha voluto festeggiarla qualche giorno prima con i suoi affetti più cari. Del resto con tutto quello che ha avuto e passato, cosa le può interessare della scaramanzia.


https://gdsit.cdn-immedia.net/2018/03/sharon-stone-3-1-441x505.png


Sì perché al culmine della carriera e popolarità, l’ex cameriera di McDonald's figlia di operai di origini irlandesi di Meadville piccola cittadina della Pennsylvania, che sognava di diventare la nuova Marilyn, ha avuto un'aneurisma cerebrale da cui si è ripresa con fatica e dopo molto tempo.
Era il 2001 quando le capitò questo terribile colpo e secondo i medici aveva scarsissime probabilità di riprendere tutte le sue facoltà. Faceva fatica a camminare, non vedeva dall’occhio sinistro né sentiva dall’orecchio sempre sinistro e non riusciva a scrivere il suo nome perché la mano si rifiutava di ascoltare il suo cervello.


Un calvario durato tre anni, superato con tanto sacrificio, pazienza e fisioterapia e soprattutto con la voglia di non arrendersi nonostante tutto sembrasse perduto.


La rinascita ha così accentuato la sua naturale predisposizione verso il prossimo, rafforzando il suo costante e coerente impegno umanitario, soprattutto nella lotta contro l'Hiv/Aids, e quello di instancabile  'fund raiser' tramite l'associazione Amfar e l'Onu, attività per la quale è stata insignita nel 2012 del Nobel Peace Summit Award per mano del Dalai Lama, con cui la Stone vanta una genuina amicizia.


Un impegno al servizio di chi soffre ed è malato che la nobilita e che in sostanza è il suo vero Oscar, quello che come attrice le è sempre sfuggito, lasciando tutto il resto alla mondanità superficiale ed effimera che le permette di svolgere il suo ruolo umanitario. 


E naturalmente continua a recitare. Di recente era in “The Disaster Artist” ed attualmente è nella serie tv Hbo “Mosaic” prodotta da Steven Soderbergh come protagonista. Ha finito di girare da poco poi il film “What About Love”, un dramma romantico accanto ad Andy Garcia ed ha firmato per due stagioni della nuova serie televisiva diretta da Paolo Sorrentino “The new Pope”, mentre con Martin Scorsese da sempre suo estimatore e amico, sta sviluppando un nuovo progetto.
Prima di approdare al cinema era modella per la prestigiosa agenzia Ford, fu Woody Allen a farla debuttare nell’80 con una piccola parte in “Stardust memories”, in Italia “Polvere di stelle”, un anno dopo quella apparizione è già protagonista in “Benedizione mortale” di Wes Craven a cui seguirono tanti ruoli minori (anche nella serie tv Magnum Pi) sino ad arrivare a “Total Recall-Atto di forza” con Arnold Schwarzenegger nell’89 per la regia di Paul Verhoeven, la pellicola che la fece esplodere a Hollywood facendola anche conoscere al grande pubblico.


Sarà lo stesso regista olandese a chiamarla per il film che le ha dato la fama planetaria, quel “Basic Instinct” rifiutato da Geena Davis a disagio per la parte di femme fatale prevista dal copione. È il 1992 e la gloria decide di baciarla sia pure in larga misura per lo scandalo di una sequenza osé, quella dell’interrogatorio della sua Catherine Tramell, capace di sedurre un intero posto di polizia guidato da Michael Douglas, accavallando sensualmente le gambe.


La scena erotica passata alla storia del cinema, sconvolge e attrae il pubblico americano, ma la complessità del personaggio (femmina innamorata, killer spietata, forse bisex, certamente inafferrabile per Michael Douglas) piacque anche alla critica e le valse così il Golden Globe come migliore attrice. 


Quel ruolo caratterizzato da tanto erotismo, la impone al centro dell’attenzione generale come donna moderna e volitiva, bellezza aggressiva e androgina seppure in forme da pin-up, e la lancia sullo scorcio del decennio come protagonista di grandi cast e di pellicole che variano dal thriller alla commedia.


L’Oscar però, non l'ha mai vinto. L’ha sfiorato nel 1996 con “Casinò” di Martin Scorsese, il bel film dove interpretava Ginger compagna del biscazziere Asso-Robert De Niro, per cui ha vinto il secondo Golden Globe.


https://theadventurine.com/wp-content/uploads/2017/05/670-Casino-3-1.jpg


Democratica in politica, buddhista nelle convinzioni religiose, ribelle e solitaria nella vita privata (due mariti, numerose relazioni, tre figli adottati: Roan, Laird e Quinn rispettivamente di 17, 12 e 11 anni), attualmente vive un nuovo flirt con il giovane imprenditore italiano Angelo Boffa, con cui è stata fotografata alla premiere di “Mosaic” a New York.


In Italia l'abbiamo vista più volte, dal palco del festival di Sanremo (2003) dove ballò “guancia a guancia” con Pippo Baudo, al set di Pupi Avati (“Il bambino d'oro”, 2014), per ricordare solo la prima e l’ultima delle apparizioni da noi, in cui si è sempre confermata star alla mano, simpatica e affascinante.


I problemi fisici, l'incertezza nella scelta dei copioni e quella voglia costante di stupire giocando coi cliché, fanno sì che ancora oggi sia difficile trovarle un posto certo nell’olimpo del grande cinema. Ma la bella e brava Sharon resta comunque un’attrice di razza, meno icona della femminilità e più donna risoluta e sensibile che raggiunti i 60 anni può affermare che l’avvenire non è dietro le spalle, ma davanti, oltre le nuove sfide che si è prefissa e che con grande intelligenza e costanza insegue.   


 

commenti