Indimenticabile Nino Manfredi, mostro sacro dello spettacolo

Attore versatile e poliedrico con oltre cento film di successo all’attivo, ma anche tanto teatro e televisione e persino dischi. In questi giorni i suoi film migliori in tv

Nino Manfredi

Nino Manfredi

Francesco Troncarelli 22 marzo 2018

Era ciociaro Nino Manfredi, nato a Castro dei Volsci, ma di Roma, la città in cui si era trasferito coi genitori e il fratello da bambino, aveva subito appreso umori e amori, caratteristiche che gli sarebbero tornate utili quando da grande sarebbe diventato attore dopo una laurea in Legge presa a tutti i costi e controvoglia, pur di fare contento il padre maresciallo della polizia tutto d’un pezzo che mal vedeva gli artisti.


Poi papà Romeo si dovette ricredere, perché il figlio attore aveva dimostrato di saperci fare, era bravo, versatile e poliedrico, capace di interpretare ruoli brillanti e drammatici, diventando nel tempo uno dei protagonisti del nostro spettacolo per quella sua meticolosità con cui entrava nelle parti che lo faceva più interprete che personaggio da attore vero qual era.


Un grande artista capace di trasformarsi in mille maschere e passare con successo da un genere all'altro, rappresentando così nel cinema la gente comune alle prese con i problemi della vita ma anche personaggi storici a cui riusciva sempre a dare una certa umanità e una profondità veramente uniche.


Doti e qualità che abbiamo potuto apprezzare nuovamente in questi giorni grazie alle pellicole che lo vedono protagonista nel ciclo in onda su Iris dedicato al Risorgimento, due film capolavoro girati da Gigi Magni, cultore della romanità e del cinema artigianale scritto bene e realizzato meglio, che ebbero un successo clamoroso: “Nell’anno del Signore” e “In nome del Papa re” che gli valsero due David di Donatello. Il miglior modo di festeggiare il suo compleanno che sarebbe caduto oggi (era nato il 22 marzo del 21) ma che inevitabilmente, fa sentire la sua mancanza.


Sì perché Nino Manfredi è stato un mostro sacro del nostro spettacolo, uno dei "quattro moschettieri" della commedia all'italiana, i cosidetti “colonnelli della risata”, Sordi, Gassman, Tognazzi e lui appunto, un attore preparato che aveva fato l’Accademia e lavorato con Strehler ma che nell'ironia misurata e pungente aveva le armi migliori. E' stato la maschera nel cinema della gente comune alle prese con i problemi della vita, un grande artista capace di trasformarsi in mille personaggi e passare con successo da un genere all’altro.


Nella sua lunga carriera infatti, Nino, diminutivo di Saturnino come era stato registrato nel comune ciociaro, ha fatto di tutto, l’attore drammatico, ma anche il brillante sui palcoscenici del varietà insieme alla Wandissima. Ha anche inciso dischi, arrivando ai primi posti in Hit parade con “Tanto pe’ cantà” del grande Petrolini.


E’ stato doppiatore (da Robert Mitchum a Gerard Philipe, da Renato Salvatori a Mastroianni), conduttore televisivo (Canzonissima con Delia Scala e Palo Panelli), regista (Per grazia ricevuta, Palma d’oro a Cannes), attore televisivo (“Linda e il brigadiere”), cantante e protagonista di musical, il testimonial pubblicitario (Più lo mandi giù, più ti tira su).


Ha fatto Rugantino, Geppetto, Girolimoni. Ha fatto veramente di tutto insomma e bene. E’ stato un vero e proprio gigante dello spettacolo, più interprete nella meticolosità e studio con cui entrava nelle parti, che personaggio.


Oltre cento i film che ha interpretato , tra cui spiccano  "L'impiegato" di Gianni Puccini (1960) il primo film di rilievo nella sua carriera, "Anni ruggenti" (1962) di Zampa, "Il padre di famiglia" di Nanni Loy (1966), “Operazione San Gennaro” di Risi (1966), “Riusciranno i nostri eroi…” di Ettore Scola (1968),  “Straziami ma di baci saziami” di Dino Risi (1968), "Vedo nudo" sempre di Risi (1969), "Lo chiameremo Andrea" di De Sica (1972), “Pane e cioccolata” di Brusati (1973), il superlativo “C’eravamo tanto amati” di Scola (1974), “Brutti e sporchi e cattivi” sempre di Scola (1976), "Il giocattolo" di Montaldo (1979), “Caffè Express” di Nanny Loy (1980) "Nudo di donna" (1981), avviato in co-regia con Lattuada e terminato in proprio e la trilogia di Luigi Magni,”Nell’anno del Signore”, “In nome del papa re” e  “In nome del popolo sovrano”, in cui Manfredi, ciociaro doc, è stato romano autentico come  Pasquino, il Cardinal Colombo e Ciceruacchio.


Titoli che ci rimandano ad un attore completo, che nella sua carriera è passato senza soluzione di continuità dalla commedia al dramma, dalla poesia alla barzelletta, dalla favola alla tragedia, dai contenuti alti a quelli più popolari. Un attore di cui, come dicevamo, si sente veramente la mancanza. Indimenticabile Nino.


 

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