Patty Pravo, 70 anni da divina

Festa di compleanno per l'artista veneta. Da "La bambola" a "Cieli immensi, la carriera e i successi della ragazza del Piper divenuta la divina del pop

Patty Pravo

Patty Pravo

Francesco Troncarelli 9 aprile 2018

                                               La cambio io la vita, che non ce la fa a cambiare me…


E pensare che “La bambola” il brano che le ha dato un successo internazionale con oltre 40 milioni di copie vendute nel mondo e nel corso del tempo, non le è mai piaciuto perché la costringeva a immedesimarsi in uno stereotipo di donna completamente dipendente dal suo uomo che non le apparteneva.


E del resto Patty Pravo che oggi festeggia i suoi primi 70 anni, tutto è stato nella vita tranne che una bambola. Anticonformista, ribelle, indipendente e libera da qualsiasi vincolo quando ancora una donna veniva giudicata priva di virtù soltanto se fumava in pubblico, Nicoletta Strambelli, anzi, addirittura Nicola, come venne registrata all’anagrafe di Venezia dal papà che col motoscafo portava i turisti in laguna, è stata ed è un’artista di razza, un talento naturale esploso a metà dei favolosi Sessanta ed affinatosi negli anni, grazie a scelte ponderate o istintive, che l’hanno portata a cantare non solo un pop commerciale ma sempre di qualità, ma anche Battisti, Conte, Guccini, De Gregori, Vinicius de Moraes, Lou Reed e Jacques Brel.


Da sempre il suo nome è legato al “Piper”, il mitico locale romano di via Tagliamento dove si radunava la gioventù che amava il beat e voleva diventare protagonista nella società. Fu lì, in quel garage riadattato a discoteca dove ballava in pista e si faceva chiamare Guy Magenta, che venne notata dal proprietario e talent scout Alberigo Crocetta che la trasformò nel mito che tutti conoscono. Bionda, con la minigonna e gli stivali, la voce roca e sensuale, salì sul palco prese il microfono e iniziò a cantare “Ragazzo triste” e da allora non si è più fermata.


La ragazza che studiava direzione d’orchestra a Venezia, città del futuro Papa Giovanni Angelo Roncalli che aveva conosciuto e del buen retiro di Ezra Pound che aveva frequentato, divenne per tutti Patty Pravo. La scelta del cognome d'arte Pravo da molti agli inizi confuso in Bravo, richiamava i giovani ribelli olandesi Pravos e venne fatta dalla cantante anche in riferimento all’Inferno dantesco: "guai a voi anime prave", cioè malvagie. Un accostamento pittoresco dunque ma anche sintomatico della ventata di rinnovamento che voleva portare nel costume.


Sì perché Patty, ultima divina del mondo dello spettacolo, interprete volitiva capace di reggere la scena anche solamente con la sua figura carismatica, portatrice sana di classe ed eros è andata sempre oltre la casella di semplice cantante in cui veniva catalogata al pari di tanti suoi colleghi. Non è stata solo un’interprete, ma un’icona della moda, un simbolo di una generazione, un personaggio camaleontico pronto a trasformarsi nel look ma mai nel modo di essere  se stessa.


Nel suo curriculum di donna un passo avanti agli altri ci sono per esempio gli spinelli con Jimi Hendrix, gli attimi di vita smart trascorsi con Frank Sinatra, le session vibranti con David Bowie, l’amicizia con Robert Plant, lo shopping con Mick Jagger, l’impianto di registrazione acquistato dai Pink Floyd, le patrie galere per un po’ di hashich  (e con le detenute di Rebibbia che l’accolsero cantando ovviamente La bambola), il nudo per Playboy in America, l’innamoramento corrisposto con la Cina e le sue esibizioni in pechinese.


Ed anche i cinque mariti che ha avuto.  Il primo era stato il batterista del suo complesso, Gordon Faggetter, poi, nel febbraio del ‘72, in Campidoglio, era toccato a Franco Baldieri, seguito da Paul Jeffery (1976) e da Paul Martinez (1978) e da John Edward Johnson in America (1982). Questi i mariti ufficiali. Ai quali andrebbe aggiunto Riccardo Fogli, sposato in Scozia nel 1974 con un rito non valido in Italia e che determinò una famosa crisi nei Pooh.


Ma per il grande pubblico che l’ha sempre seguita in oltre mezzo secolo di carriera e che l’ha vista partecipare a nove edizioni di Sanremo e svariate Canzonissime e Festivalbar, Patty Pravo è le sue canzoni, un songbock  interminabile che offre brani come “Qui e là”, “Tutt’al più”, Tripoli 69”, “Il paradiso”, “La spada nel cuore”, “Non andare via”, “Incontro”, “I giardini di Kensington”, “La valigia blu”, “Per una bambola”, “Pigramente signora”.


E alcune gemme che a distanza di anni una dall’altra sono entrate nella storia della nostra musica grazie alla sua voce, misto di eros e classe, che non ha uguali: “Se perdo te, cosa farò io non so più restare sola, ti cercherò, ti piangerò come un bambino che ha paura” cover di “The Times Has Come” firmata da Sergio Bardotti che nell’arrangiamento di Ruggero Cini divenne un pezzo di grande atmosfera e di forte impatto emotivo.  


Ancora « Pazza idea di far l'amore con lui, pensando di stare ancora insieme a te! Folle folle folle idea di averti qui mentre chiudo gli occhi e sono tua» di Maurizio Monti, Giovanni Ullu e Palo Dossena che la lanciò subito in vetta alle classifiche di vendita diventando una delle sue signaure song, “Pensiero stupendo nasce un poco strisciando, si potrebbe trattare di bisogno d’amore, meglio non dire” che nata per Morandi secondo la prima stesura di Oscar Prudente grazie alla rilettura di Ivano Fossati riportò la Pravo ai trionfi della RCA.


C’è poi la superlativa poesia di Vasco Rossi con le musiche di Gaetano Curreri e Roberto Ferri quel “La cambio io la vita che, che mi ha deluso pi di te, portami al mare, fammi sognare e dimmi che non vuoi morire” che dopo anni di assenza ingiustificata elevò nuovamente Patty a primadonna del pop, qualifica confermata dalla recente “Ma tu chi sei, che cosa vuoi, e come mai mi pensi, non sono io, nemmeno lei, ma i cieli sono immensi” di Federico Zampaglione che un paio di anni fa le fece vincere a Sanremo il premio della Critica.    


Patty Paravo compie gli anni e li festeggia nel suo stile, quello di un’artista che ha sempre guardato avanti e non si è mai fermata, pronta a rimettersi in gioco con il suo istinto e le sue scelte provocatorie per molti, naturali per lei. Patty Pravo ne fa 70 da eterna ragazza ma anche da donna che ha sempre vissuto la sua vita senza tentennamenti e nostalgie, convinta che il meglio deve ancora venire. Auguri.


 


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