La mitica Corrida torna in tv: conduce Carlo Conti

Tornano in pista i "dilettanti allo sbaraglio" con la nuova edizione dello storico programma. Alla conduzione il re degli ascolti Carlo Conti. Da venerdi su Rai1 in prima serata per sei puntate

Carlo Conti

Carlo Conti

Francesco Troncarelli 12 aprile 2018

Improbabili replicanti di Renato Zero, imbarazzanti sosia di Elvis Presley, incredibili “suonatori” di ascelle, ma anche ugole d’oro alle prese con “Granada” di Claudio Villa, ballerine snodate come la Cuccarini e aspiranti Silvan di provincia con tanto di coniglio che esce dal cilindro.


Pessimi, così così e bravi, sono loro, i famosi “dilettanti allo sbaraglio” che tornano in tv con “La Corrida”. 


A 50 anni esatti dal debutto in radio dalla sede Rai di via Asiago in Roma, e dopo la parentesi su Mediaset (dal 1986 al 2011), la storica trasmissione  ideata da Corrado e dal fratello Riccardo Mantoni sbarca su Rai1 in prima serata da venerdi per sei puntate, con la conduzione di Carlo Conti, l’uomo d’oro di viale Mazzini che trasforma in successo qualsiasi cosa faccia.


Al suo fianco la “valletta” Ludovica Caramis (già professoressa all’Eredità) e Pinuccio Pirazzoli che dirigerà l’orchestra con la mission di emulare il mitico maestro Pregadio, ci saranno anche altri due fedelissimi di Conti, presenti ai “Migliori anni” e “Tale e Quale”, ovvero Fabrizio Mainini per le Coreografie e Maurizio Pagnussat per la regia.


Il programma sarà fedele in tutto e per tutto alla "Corrida" originale, con la presenza sul palco di non professionisti dello spettacolo, così come è sempre stato da quando tutto iniziò con il grande Corrado riscuotendo un successo incredibile.


Sotto lo sguardo di Conti, che osserverà le varie esibizioni sul classico sgabello, i vari concorrenti saranno giudicati dal pubblico in studio che si esprimerà non appena il semaforo da rosso diventerà verde, sbattendo pentole, agitando campanacci o applaudendo, per dimostrare il proprio giudizio negativo o eventuale gradimento per le varie esibizioni.


Ai casting, tenuti in tutta Italia, si sono presentate più di 5000 persone e da queste sono state selezionate quelle più idonee a fare spettacolo. Nel bene o nel male, secondo una formula copiata poi da tanti altri format che però non hanno quel senso di strapaese e un po’ naif che era e si spera sia ancora alla sua base .
La Corrida è tra i programmi più amati da Carlo Conti dai tempi della radio in Rai, quando era un ragazzo: "Corrado mi ha sempre affascinato col suo modo di fare  elegante e al tempo stesso bonario – ha spiegato il conduttore fiorentino- facendomi amare così questo mestiere, lui è uno di quelli che ha inventato la tv e soprattutto un genere, il people show, ancora attuale".


La trasmissione, prodotta nell'odierna riedizione da Magnolia (stessa società che firma L'Eredità) - mentre il format è della società di produzione Corima, fondata dalla vedova di Corrado Marina Donato - verrà riproposta con tutti i suoi caratteri distintivi inalterati, come ad esempio la valletta improvvisata scelta tra il pubblico di puntata in puntata che si affiancherà alla Caramis e i volontari pescati fra il pubblico che si trasformeranno in un corpo di ballo con esiti più che divertenti.


"Tutti noi cinquantenni che facciamo questo mestiere - confessa Conti - abbiamo guardato a Corrado - con ammirazione per la sua professionalità, la sua ironia ma anche il suo rispetto per i concorrenti. La Corrida è un programma che è stato rivoluzionario. Voglio riportare a casa questo show con quella spontaneità e leggerezza" aggiunge.


Secondo il Carlo nazionale chi partecipa "non ha grande velleità. Non capisci in certi momenti se siamo noi che li prendiamo in giro o se sono loro che prendono in giro noi. Per quanto mi riguarda non scimmiotterò assolutamente Corrado, lui è stato unico, le sue facce sono irripetibili, sarebbe un sacrilegio. E' naturale che i certi momenti mi si potrà sorprendere inquadrato all'angolo piegato in due dal ridere, ma è lo spirito della trasmissione. Ci saranno personaggi variegati autentici, che si esibiscono senza trucchi come se fossero nel bar vicino a casa, alla sagra di paese o in casa tra amici.”


Quelli troppo bravi ovviamente sono stati scartati, perché non si tratta di un talent, è puro spettacolo, qui non si vince nulla. Quando c'è stata la possibilità di riportare in onda questo programma, che negli anni è stato condotto anche da Gerry Scotti e Flavio Insinna, la Donato che detiene i diritti del format ha pensato subito a Conti, ritenendolo la figura più adatta, per presenza di spirito, necessaria per intervenire al volo e dal vivo alle più svariate situazioni che si potrebbero presentare durante la diretta e le ovvie capacità professionali.


Conti che ha accettato con entusiasmo la scommessa, ricorda ancora, come peraltro tanti spettatori, una puntata della Corrida "quando a un concorrente che si presentava come 'suonatore di ascelle', Corrado tolse la giacca e gli disse: le porto via la custodia dello strumento”. Momenti esilaranti di una televisione per tutti e soprattutto senza tanti snobismi.


Tra i concorrenti, quindici a puntata, che si presenteranno al giudizio del fragoroso pubblico, tanti cantanti, anche rapper, poeti, rumoristi, una signora che si esibirà da soprano e così via.


Dopo tre edizioni da record del Festival (nell'ultima edizione ha lasciato il testimone a Claudio Baglioni) Conti aveva lasciato Sanremo per dedicarsi agli altri impegni lavorativi. Ha condotto infatti Tale e quale show facendo registrare grandi numeri, è stato direttore artistico dello Zecchino d'Oro ed ha sostituito Fabrizio Frizzi durante la malattia e successivamente dopo la sua scomparsa alla conduzione dell'Eredità: "Avrei preferito essere in qualsiasi parte del mondo, escluso questo studio...", le sue toccanti parole pronunciate nel prendere il posto dell’amico di una vita.


Adesso tocca alla Corrida, sulla cui forza e validità di proposta Conti punta molto e che si potrà seguire anche via social tramite la pagina ufficiale del programma su Facebook e su Twitter con l’hastag #La Corrida. Riusciranno i nostri eroi a farci divertire ancora? Staremo a vedere.


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