Lazio, ci pensa Immobile. Le Pagelliadi

La Lazio pareggia a Cagliari grazie a un gran colpo di tacco di Immobile all'ultimo assalto. Arbitro di nuovo determinante: non vede un rigore per i biancocelesti nè consulta il Var, ma lo fa poi quando il penalty è a favore dei rossoblu

Immobile a terra dopo il fallo subito

Immobile a terra dopo il fallo subito

Francesco Troncarelli 11 marzo 2018

9+ a c’ pienz tu Cirù? (cit.Gomorra) - C’è voluto uno stratosferico gol di tacco di Immobile per consentire alla Lazio di pareggiare a Cagliari non solo la partita ma i conti in sospeso con l’arbitro, il signor Guida, che come tanti altri (troppi) suoi predecessori aveva fatto di tutto per ostacolare l’Aquila nel suo volo. Leggi rigore non dato senza neanche interpellare il Var e rigore invece dato ai rossoblu dopo consultazione del Var. Come dire a noi no, come spesso è capitato ultimamente, agli altri ovviamente sì. Poi c’è da dire anche che la Mitica è apparsa stanca e prevedibile nei suoi uomini un tempo migliori che stanno vivendo un periodo di appannamento (44 partite giocate si sentono), ma resta comunque la rabbia e la VArgorna per il trattamento che ci riservano. Grazie Ciro, sei ‘nu babà!


7 a Lucas 2-0 (quello che ride) - Il migliore di tutti in assoluto. Una diga davanti alla difesa e un ruba palloni da leggenda che non si è mai arreso, come testimonia non solo il gol in condominio col sardo, ma soprattutto la grande voglia di lottare su ogni pallone per salvare il salvabile e cercare di recuperare. Il suo omonimo avrebbe avuto una crisi di pianto. Te credo che Inzaghi non lo Leiva più dal centrocampo. Con lui ancora una volta e obtorto collo, si ride.


6+ a chiedimi se sono Felipe - Con quella faccia un po’ così, qull’espressione un po’ così (da morto de son no) e quei capelli alla Pasquale Ametrano di “Bianco, rosso e Verdone) il fantasista carioca è entrato in campo e ha iniziato a correre. Una cosa incredibile, come Salvini che ha superato Berlusconi, ma vera. Correva più triste che felipe, ma correva. E così tra una toccata e fuga e l’altra è riuscito all’ultimo assalto a scodellare il passaggio determinante al bomber che poi si è inventato il colpo alla Mancio (Parma e roma), consentendogli di passare alla storia del calcio. Obrigado giovinò, ma fatte ogni tanto ‘na risata. Pensa a D’Alema che non è stato eletto.


6 all’Esorciccio - Vabbè, non è che ha fatto cose turche, ma sellerone e caracollante com’è, ha sparigliato nei minuti finali le carte in tavola. Un po’ come Pirozzi alle regionali del Lazio che ha fatto vincere il fratello di Montalbano Zingaretti. Te pare poco.


6 a veni, vidi, Lulic al 71° - La grinta c’è, la tigna pure, i piedi fucilati. Ma anche la voglia di non arrendersi. Battiamo le mani ai veri leader. Altro che Formigoni.


6- a Sylva Strakoshina - Ha evitato il tracollo sul 2a1, ma sta a mezzi con l’altro Felipe per il rigore causato. Dice il saggio: fatte gli affari tuoi e campi di più. Capito sì?  


5 e mezzo a dillo a Parolo tuo - All’inizio si è involato, poi col passare del tempo si è involuto. Alla fine si è involtino. Al sugo. Buon Appetito.


5 e mezzo a Basta e avanza - E anche basta così. Rimettiti in carreggiata come una vota caro Drugo, che siamo alla frutta. Né più né meno di Vittorio Sgarbi quando pontifica dalla tazza del gabinetto.


5 a Lupo Alberto – C’era una volta. Come il Pd.


5 a Innamoradu - Il gol del vantaggio c’è l’ha letteralmente sul groppone lui, perché è stato uccellato dal coreano che gli si è appoggiato proprio sul groppone e colpire così di testa favorendo il gol del compare. In Toscana c’è il detto Han che abbaia non morde: adesso je devi mette la museruola subito, se no te mozzica.


5 all’Olandese volante - In bambola come tutta la difesa. Non è più il valore aggiunto insomma come Pietro Grasso (ripescato!).


5- a Lukakau Meravigliau - Scioglie le trecce e i cavalli, corrono. Se, una volta, Quando Pippo Baudo era “il” presentatore e non un Pippone come ora, cotto e un po’ rimba. Praticamente è un altro. Come Sandro Mayer col parrucchino a “Ballando con le stelle” che sembra Fassino.


5- - Sergio Ramos (je piacerebbe) - Cose molto buone ed errori imperdonabili. Dall'oroscopo di Branko la Luna consiglia: non sentitevi arrivati, finirete coem Renzi.  


3 a Nani Moretti – S’è magnato un gol grosso come una casa. Pure Enrico Toti, il prode bersagliere  della Grande guerra, sarebbe stato capace di metterla dentro con tutto che aveva una gamba sola e la stampella. Altri eroi, altri protagonisti di storiche battaglie, questo a mala pena ha fatto la battaglia a Lotito per le merendine e la playstation in camera a Formello. Sipario.


Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


 


Domenica, 11 marzo 2018


Ventottesima di Campionato: pareggio col brivido della Lazio a Cagliari. Alla Sardegna Arena nel primo tempo i rossoblu vanno in vantaggio con Pavoletti ma sono subito recuperato dalla rete di Leiva; nella ripresa un rigore trasformato da Barella consente agli isolani di tornare momentaneamente su ma in pieno recupero un tacco di Immobile scavalca il portiere e mette la firma sul 2-2 finale. Dopo il pari contro la Dinamo, per i biancocelesti c’è l’insidiosa trasferta in Sardegna, dove il Cagliari ha bisogno di punti per staccarsi dalle zone basse della classifica. Lopez, senza Joao Pedro squalificato per doping, con Farias a mezzo servizio e Cigarini infortunato, piazza davanti Han a far compagnia a Pavoletti. La Lazio è in grande flessione; ha perso 4 gare delle ultime 6 disputate ed Inzaghi, ancora senza Marusic, schiera Basta a destra e Lukaku a sinistra; oggi il trequartista è Luis Alberto, preferito a Felipe Anderson. Troppo frenetica la Lazio, più ordinato il Cagliari nei primi minuti di gioco, ma nessuna conclusione di rilevo da entrambe le parti. Al 23’ il primo tiro è della Lazio: Luis Alberto prova la soluzione personale da lontano ma non centra la porta. La risposta rossoblu è di quelle decisive: il cross dalla sinistra al centro trova la deviazione di Han che mette sulla traversa, riprende Pavoletti che mezzo sbilanciato ribadisce in porta ed il Cagliari si porta avanti. Un attimo dopo Farago e Barella atterrano Immobile ma Guida non intravede gli estremi per il rigore e si riprende dopo le grandi proteste laziali. La gara si accende ed al 35’ la Lazio pareggia: su calcio piazzato di Luis Alberto Leiva incorna con Ceppitelli e la palla finisce alle spalle di Cragno. Non cambia però l’andamento della partita con grande difficoltà da parte dei biancazzurri a mantenere una manovra fluida ed avere sbocchi. Nella ripresa la Lazio prova a mettere ordine al suo gioco ma soffre la maggior vitalità dei padroni di casa. Non succede niente ed Inzaghi fa entrare Anderson e Milinkovic; al 70’ Strakosha e Luis Felipe cincischiano mentre Pavoletti cade in area; Guida ricorre al var e concede il rigore. Batte Barella che spiazza il portiere e il Cagliari torna in vantaggio. Al 75’ Immobile di testa tira piano e Cragno blocca, ma ora entra anche Nani che rileva De Vrij per una Lazio sbilanciatissima che però continua a non combinare niente. Nani sbaglia un gol fatto a tempo abbondantemente scaduto ed a pochi secondi dalla fine sul cross della disperazione in area di Anderson è un tacco di Ciro Immobile che scavalca il portiere a salvare la Lazio dalla figuraccia. Finisce così in parità una delle più brutte partite disputate dai biancocelesti quest’anno. Prevedibili, con una forma fisica approssimativa e con grande difficoltà a sviluppare gioco, questa Lazio sembra l’ombra di quella squadra brillante che nemmeno due mesi fa non faceva fatica a sbarazzarsi degli avversari. Nonostante i demeriti dei capitolini va rimarcato il diverso metro di giudizio tra i due episodi che Guida ha valutato in maniera completamente opposta: quest’anno il Var ce l’ha con la Lazio, che anche oggi deve recriminare sulle decisioni arbitrali. E’ comunque una squadra stanca e svuotata, senza più cattiveria agonistica, quasi sbriciolata; Simone Inzaghi deve lavorare sodo per riportare sui binari giusti la sua truppa, che solo giovedi prossimo a Kiev si gioca un altro pezzo di stagione e di credibilità.


  


CAGLIARI   LAZIO    2-2     25’ Pavoletti  35’ Leiva  73’ Barella (rig.)  95’ Immobile


 LAZIO: Strakosha, Felipe, De Vrij (76’ Nani), Radu, Basta, Leiva, Parolo (65’ Anderson), Lulic, Lukaku (65’ Milinkovic), Luis Alberto, Immobile. All Inzaghi  


CAGLIARI:  Cragno, Romagna, Ceppitelli, Castan, Farago, Barella (89’ Dessena), Ionita (67’ Deiola), Padoin, Miangue, Han (80’ Farias), Pavoletti. All. Lopez


Arbitro Guida

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