Domenico Modugno, 90 anni fa nasceva Mister Volare

Con "Nel blu dipinto di blu" ha rivoluzionato la canzone italiana. "Da "Vecchio frack" a "Meraviglioso" sono tanti i suoi capolavori. Ancora oggi è un punto di riferimento per tanti artisti

Domenico Modugno spicca il volo a Sanremo con Nel blu dipinto di blu

Domenico Modugno spicca il volo a Sanremo con Nel blu dipinto di blu

Francesco Troncarelli 9 gennaio 2018

Nel giorno del suo compleanno, ricordiamo Domenico Modugno un gigante dello spettacolo italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, capace di regalare emozioni a non finire con le sue canzoni che hanno fatto la storia della nostra musica. Oggi avrebbe compiuto 90 anni. Era nato infatti il 9 gennaio del 1928 a Polignano a Mare, paese sulla costa adriatica in provincia di Bari che gli ha dedicato un monumento. Artista di razza, autore mai banale dalla creatività immensa, attore al cinema e protagonista nella commedia musicale oltre ad essere un uomo affascinante e dal grande carisma, Modugno ancora oggi è un punto di riferimento per tanti artisti, chiara testimonianza della importanza e validità della sua produzione.


Nonostante siano passati quasi 25 dalla sua scomparsa avvenuta il 6 agosto 1994 a Lampedusa dove aveva eletto il suo buon retiro,  "Mr. Volare" come era soprannominato e conosciuto ovunque, continua infatti ad essere una fonte di ispirazione incredibile per molti e il gran numero di omaggi a quello che cantato e composto, si arricchisce continuamente. La versione francese di "Io mammeta e tu"  cantata da Karl Zero per esempio, è finita nella colonna sonora di "X Files".


Mimmo del resto, merita tutto questo affetto e questa riconoscenza al suo genio musicale, perché è stato un personaggio che ha cambiato il corso della musica del nostro Paese quando nel 1958 esplose con "Nel blu dipinto di blu", il brano che di fatto ha aperto le porte della modernità alla canzone italiana. Un successo strepitoso e mondiale che gli fece vincere tre Grammy, e i titoli di “Disco dell'anno”, “Canzone dell'anno” e “Interprete dell'anno”. Insieme a “O sole mio”, “Azzurro” e “Caruso” uno dei pezzi made in Italy più suonati tuttora ovunque e con oltre 20milioni di copie vendute all’attivo.


I suoi inizi musicali risalgono ai primi anni '50, dopo che si era trasferito a Roma per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia, da cantautore e folksinger ante litteram. Canta in un dialetto e per compiacere pubblico e casa discografica, la potente Rca, si spaccia per siciliano, aprendo una questione con la sua terra d'origine definitivamente risolta con l'ultimo concerto della sua vita.


Il successo su larga scala arriva con Sanremo, dove trionfò prima col citato “Nel blu dipinto di blu” (per tutti “Volare”) composto con Franco Migliacci e l’anno successivo con "Piove" (“Ciao ciao bambina”), ma aveva già inciso gioielli di prima grandezza come "L'uomo in frac", "Resta cu me", “Strada anfosa”. La popolarità e il gradimento del pubblico lo spingono a diversificare la sua attività che diviene sempre più frenetica, e arrivano così altri trionfi sul palcoscenico, nel tempio del varietà italiano, il Sistina, grazie alla premiata ditta Garinei & Giovannini.


Qui andrà in scena "Rinaldo in campo", che vede Modugno protagonista e autore delle musiche e che sarà un altro clamoroso successo internazionale. C'è anche un'esperienza teatrale con Eduardo De Filippo nella carriera che vive il momento più splendente e che lo vede collaborare con Salvatore Quasimodo, che lo autorizza a utilizzare due poesie come testo per "Ora che sale il giorno" e "Morte chitarre" e Pier Paolo Pasolini, che scrisse il testo di "Che cosa sono le nuvole" e chiamerà Modugno a cantare il brano, scritto da Ennio Morricone, per i titoli di testa di "Uccellacci e uccellini". L'anno dopo recita in un episodio di "Capriccio all'italiana" accanto a Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.


Ma è impossibile sintetizzare in poche righe quello che ha fatto e cosa è stato Modugno nello spettacolo italiano. Doveroso ricordare comunque il suo grandioso Mackie Messer nell'"Opera da tre soldi" di Bertolt Brecht firmata da Giorgio Strehler, il travolgente "Scaramouche" nell’omonimo sceneggiato tv (come allora venivano chiamate le attuali fiction) e sempre in teatro, un "Cyrano" da applausi a scena aperta


Gli anni '70 scorrono via con alti e bassi, c'è il successo de "La lontananza" scritta insieme ad Enrica Bonaccorti e quello di brani più commerciali come "Piange il telefono" e "Il maestro di violino". Nel 1984 viene colpito da un ictus mentre è negli studi Mediaset di Cologno Monzese: le conseguenze saranno gravi, al punto da dover abbandonare la carriera artistica. Prima vicino al Partito Socialista Italiano, nel 1987 viene eletto alla Camera nelle liste dei Radicali di Pannella. Nel 1991 torna a cantare, incide col figlio l’ultima gemma “Delfini” (“Sai che c’è), compie anche una tournée e il 26 agosto 1993 tiene il suo ultimo recital, una vera e propria festa di riconciliazione con la sua Polignano a Mare davanti a 70mila persone entusiaste e finalmente contente di essersi riappacificate col loro illustre concittadino.


Quasi 25 anni dalla morte dicevamo e il numero di omaggi ricevuti da altri artisti è impressionante. Da Mina a Roberto Murolo passando per Fabrizio De André che lo cita in "Don Raffae'", dai Negramaro di "Meraviglioso" (la canzone che era stata scartata nel 1968 al festival di Sanremo e da lui composta con Riccardo Pazzaglia) ai Folkabbestia di "Tre briganti e tre somari" incisa con Caparezza ed Erriquez della Bandabardò. Ancora dai Radiodervish che hanno realizzato lo spettacolo "Amara terra mia" con Giuseppe Battiston, inciso l'album e fatto il video della "title track" diretto da Franco Battiato, da Ginevra Di Marco e Roy Paci che incidono "Malarazza" agli Avion Travel che con il contributo di alcuni dei migliori jazzisti italiani, portano in scena "Uomini in frac" sino a Diodato che ha inciso "Piove", per non parlare di "Volare", la fiction di Rai1 sulla sua vita con un bravo e credibile Beppe Fiorello protagonista, che ha avuto un successo enorme.


Riascoltiamo allora Mimmo nel giorno del compleanno con uno dei suo pezzi più belli, “Vecchio frack”, un brano emozionante ispirato ad un clamoroso fatto di cronaca (il suicidio del giovane principe Raimondo Lanza di Trabia marito dell’attrice Olga Villi), dove c’è tutto il Modugno che si ama, la sua poesia, la sua arte, la sua capacità istrionica da grande interprete quale è stato, di ammaliare il pubblico con quella voce inconfondibile accompagnata da semplici accordi di una chitarra. Uno spettacolo rivederlo e risentirlo nel bianco e nero televisivo dell’epoca che però fa sognare a colori.