Peppino di Capri, i 60 anni di una carriera piena di successi

Dall’esordio boom con “Nun è peccato” al trionfo internazionale di “Champagne, dal suo Twist nei juke box alla tournèe coi Beatles. L’artista festeggia una carriera straordinaria con un recital al San Carlo di Napoli

Peppino di Capri

Peppino di Capri

Francesco Troncarelli 18 maggio 2018

Ha rimodernato la canzone napoletana, ha portato il twist in Italia, ha vinto Sanremo e cantato coi Beatles, è passato senza soluzione di continuità dalle luci soffuse dei night all’acustica perfetta della prestigiosa Carnegie Hall di New York ed ora festeggia i 60 anni di carriera con un concerto il 21 maggio al San Carlo di Napoli, “tutto esaurito” da mesi.


E non poteva essere altrimenti perché Peppino di Capri è uno degli artisti più amati e popolari del Bel paese, re della canzone confidenziale ma anche dei balli più in voga nel tempo nei locali notturni, dal cha cha passando per l’hully gully sino ovviamente al lento cheek to cheek. Un cantante conosciuto in tutto il mondo e apprezzato per i suoi brani evergreen che hanno accompagnato generazioni su generazioni.


Ha cominciato da piccolo, vero bambino prodigio e figlio di musicisti, suonando il piano per gli americani di stanza nell’isola Azzurra nel periodo bellico. Poi seguendo quella che ormai era la sua strada, l’esordio a metà dei 50 con l’amico Bebè Falconieri al “Rancio fellone” di Ischia che lo porterà a partecipare alla trasmissione televisiva “Primo applauso” condotta da Enzo Tortora, sorta di talent ante litteram per gli esordienti.


A quel debutto seguì la formazione del gruppo che lo accompagnerà passo dopo passo sulla via del successo, composto oltre a Bebè dal chitarrista Mario Cenci (autore di tanti suoi brani come ad esempio “Saint Tropez twist”), Pino Amenta e Gabriele Varano.


Erano i Capri boys guidati da lui, Giuseppe Faiella (così registrato all’anagrafe), che scoperti dai discografici milanesi della Carish, divennero ben presto Peppino di Capri e i suoi Rockers.   


Occhiali con la grande montatura nera, ciuffo pronunciato, voce caratteristica a singhiozzo, Peppino con la sua verve e le sue interpretazioni che richiamano un po’ Paul Anka un po’ Don Marino Barreto jr, si fa subito notare e al terzo disco, “Nun è peccato”, capolavoro firmato da Ugo Calise (Si mme suonne 'int''e suonne che faje, nun è peccato, e si, 'nzuonno, nu vaso mme daje,nun è peccato...) arriva nella classifica dei brani più venduti. E’ il 1958, l’Italia scopre questo ragazzo dinoccolato che ha la musica nelle vene e che da quel momento inanellerà una serie interminabile di successi diventando così uno dei beniamini del pubblico.


“Nessuno al mondo”, “Luna caprese”, “Let’s twist again”(un milione e 200mila dischi in soli tre mesi, record), “Don’t play that song” (memorabile la scena ne “Il Sorpasso”, in cui Tirtignant osserva la gente che balla col suo brano in spiaggia), “Speedy Gonzales”, “Malatia”, “Roberta” (dedicato alla prima moglie, sposata in un matrimonio da favola e con la stampa alle calcagna) , “E sera”, “Me chiamme ammore” (vittoria al Festival di Napoli), “Frennesia”, e ancora i brani con cui ha vinto Sanremo “Un grande amore e niente più” e Non lo faccio più”, la fortunata sigla di Rischiatutto “Amare di meno”,  la avvolgente “Incredibile voglia di te”, la romantica“ Il sognatore” e ovviamente “Champagne” del maestro Mimmo Di Francia, che è diventato un successo internazionale e il suo cavallo di battaglia applaudito ovunque.


Canzoni che hanno fatto nascere amori e storie indimenticabili e che a distanza di tempo oltre ad emozionare ancora, sono per così dire “migliorate”, come la voce di Peppino, che non ha più quell’intonazione nasale e sincopata degli esordi ma una timbrica speciale, molto suadente e profonda, che lo fa apprezzare ancora di più.


40 milioni di dischi venduti, 500 canzoni incise (l’ultima “I miei capelli bianchi”) con tutti i supporti fisici, ovvero 78, 33 e 45 giri, per proseguire con le cassette e i CD e che ora si fruiscono tramite i supporti digitali come Spotify e I Tunes, veterano di Sanremo con quindici partecipazioni, protagonista sia nel Cinema degli anni del boom coi vari musicarelli e sia in quello recente col successo al botteghino del divertente “Natale col boss” insieme a Lillo e Greg, Peppino di Capri ha superato con la sua classe mode e tendenze, resistendo alle ondate del nuovi miti con la sua professionalità che alla lunga è stata premiata e che verrà appunto riconosciuta in questo recital in calendario lunedì prossimo in uno dei teatri più importanti del mondo.   


Uno show live che si annuncia come un vero e  proprio evento, in cui l’artista caprese ripercorrerà tutta la sua straordinaria carriera accompagnato da una grande orchestra diretta per l’occasione da suo figlio Edoardo, musicista affermato, laureatosi all'Università Berklee di Boston.


Sono passati 60 anni dal suo esordio, una vita, che Peppino ha vissuto da numero uno senza mai sgomitare e quasi chiedendo permesso a tutti, da gran signore qual è e da musicista vero che conosce il mondo e rispetta il pubblico. Artista di razza e di lungo corso che ha dato tanto ricevendo in cambio l’affetto della gente e la stima degli addetti ai lavori. Un protagonista assoluto della nostra musica. Auguri Peppino per questo traguardo che hai raggiunto ed anche se è scontato è proprio il caso di dirlo: cameriere Champagne!